Tumori, quello al polmone rimane il più pericoloso in assoluto

Tumori - Quello al polmone rimane il più pericoloso in assoluto

Tumori al polmone: sono loro i più pericolosi in assoluto, ma dalla scienza arrivano nuove speranze nella cura. Scopriamo insieme i dettagli.

Tumori al polmone: continuano ad essere queste le neoplasie peggiori per il genere umano, con il più alto indice di mortalità e le maggiori difficoltà nel suo trattamento: ad esserne colpiti sono sopratutto gli uomini nella misura di uno su dieci contro un caso su trentasette per le donne, sebbene, lo scorso anno, si è verificata un’inversione di tendenza, con le donne maggiormente colpite rispetto agli uomini.

Il cancro al polmone si classifica, purtroppo, secondo tra i tumori maggiormente diffusi tra gli uomini, mentre si piazza al terzo posto tra quelli più diagnosticati alle donne dopo quelli della mammella e del colon retto. In generale, tuttavia, il cancro al polmone è al terzo posto tra le cinque tipologie di tumori più diffusi, dopo quello del seno e del colon-retto. A seguire, quelli di prostata e vescica. Riguardo le fasce di età più colpite, nella fascia di età compresa tra 50 e 69 anni, il tumore al polmone è al secondo posto come incidenza dopo quello alla prostata, mentre nelle donne compare al sesto posto nella fascia di età compresa tra 0 e 49 anni e al quarto posto nella fascia di età compresa tra 50 e 69 anni.

Dalla scienza, tuttavia, arrivano muove speranze di cura, attraverso farmaci e mezzi sempre più innovativi: è il caso, ad esempio, di un nuovo farmaco, il Durvalumab, rivelatosi incredibilmente efficace nel contrastare la malattia nei pazienti affetti da carcinoma polmonare al terzo stadio localmente avanzato e non operabile, con una forte riduzione delle nuove metastasi.

Gli esperti commentano:

I risultati sono incredibilmente incoraggianti per una popolazione di pazienti che fino a oggi non disponeva di opzioni terapeutiche. In qualità di prima terapia immuno-oncologica a raggiungere il miglioramento nella sopravvivenza libera da progressione, Durvalumab dimostra un chiaro potenziale di diventare la nuova terapia standard offrendo la speranza di incrementare il tasso di guarigione in questa tipologia di pazienti affetti da NSCLC (non small cell lung cancer) non operabile localmente avanzato che non hanno dimostrato miglioramenti in seguito alla chemioradioterapia.

Insomma: speriamo in bene, affinché questi pazienti possano trovare sollievo alle loro sofferenze!

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