Tutto mi riporta a te

Tutto mi riporta a te

Tutto mi riporta a te, ed è inevitabile. Ma so che non c’è motivo per colpevolizzarmi, perché serve tempo, pazienza e tanta calma…

Tutto mi riporta a te… Ed in fondo, è giusto così!

Credo sia inevitabile che tutto mi riporti a te: vedere gli stessi luoghi, camminare lungo le stesse strade, inevitabilmente mi riporta ai momenti in cui eravamo insieme. Ma non mi colpevolizzo per questo: in fondo, so perfettamente che è normale, e che non c’è proprio nulla di errato.

Soprattutto il sabato sera, inevitabilmente mi ricordo di quei luoghi pieni di musica e di gente, delle onde del mare che si infrangevano nel buio della notte, e che tanto ci piaceva vedere, dei paesini illuminati da quelle luci arancioni che ti piacevano così tanto, ma anche di tutte le strade, i negozi, le vetrine. Mi ricordo delle panchine sotto le mura del Foro Italico, e di quante serie abbiamo passato a guardare le stelle ed il feed di Instagram poggiati su quella panchina rossa. Adesso, vivo ancora quei luoghi, con l’amara consapevolezza di come siano cambiate le persone e le circostanze, e di come, inevitabilmente, siano cambiati anche gli odori e le emozioni di quei momenti.

I miei amici cercano di farmi distrarre, di farmi conoscere gente, persone, di crearmi appuntamenti ed occasioni, na quando la serata finisce e ritorno in questa casa che, in certi angoli, ha ancora il tuo odore, non posso non pensare a quanto fossero diversi i nostri sabato sera. Sia chiaro: sono grato a tutti i miei amici per le ore che decidono di dedicarmi, per il loro tempo insieme e per le loro risate… Eppure è così strano passare ancora da quella stessa strada che porta sotto casa tua e vedere le luci spente, ricordando quando, la sera, ti vedevo salire le scale attraverso le finestre del palazzo… Ma, nonostante tutto, provo ancora lo stesso brivido nell’ imboccare quella curva prima del grande stradone. E la mia mente torna indietro a tutte le volte in cui sapevo che, dopo pochi istanti, le nostre strade si sarebbero inevitabilmente divise.

Un brutto giorno, però, le nostre strade si sono divise per sempre, e rivivere adesso quegli stessi luoghi ma con persone diverse, quella stessa musica, quegli stessi concerti, quelle stesse strade sentendo accanto a me odori e voci differenti, non è soltanto strano, ma fa veramente male.

Ciò che mi fa più rabbia, però, e sapere che qualcuno ha deciso per me, per il mio dolore, per la mia sofferenza, senza nessuna possibilità di appello. Fa male e scatena una grande rabbia sapere che qualcuno ha deciso che tu debba soffrire, e fa ancora più rabbia sapere che quella persona ha fatto tutto ciò sapendo di farti del male. Stanotte, tornando a casa, ho visto un film alla TV, “Professione inventore”, con Kevin Spacey. In una scena girata all’interno di un supermercato, mi è sembrato di riconoscere quel posto che ci piaceva tanto visitare, ovvero quel grande ipermercato pieno di vestiti, e di tante cose per la casa, che adoravamo acquistare.

E alle volte penso a come sarebbe potuto essere il secondo tempo del nostro amore, che tanto avevo auspicato e sperato, e che desideravi anche tu. Secondo me, questa volta, saremmo davvero diventati indivisibili e forti, grazie a tutte le nostre nuove consapevolezze. E questo, non me lo toglie dalla testa nessuno. Ma fa male sapere che non hai voluto scoprirlo. Per qualcuno sono piccolezze. Per me, sono ricordi che fanno male. E che ti lasciano addosso tanta rabbia, perché sai che qualcuno te li ha distrutti senza nessuna pietà, ma con una grande cattiveria.

E nonostante tutto, mi chiedo quale sia il segreto per non soffrire e vivere come fai tu, serenamente come se nulla fosse successo…

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