Un dolore che non passa, un dolore silenzioso che non cambia

Un dolore che non passa un dolore silenzioso che non cambia

Un dolore che non passa, un dolore silenzioso che non cambia e resiste al tempo passato e a quello che, ancora, verrà: e non può che far male…

Un dolore che non passa, un dolore silenzioso che non cambia, che resta sordo a farti sentire la sua presenza costante, anche quando tenti di ignorarlo: ed ogni volta, ogni sera, ogni particolare sera è sempre la stessa storia…

Torni a casa ed incontri coppie serene che passeggiano un cane, mentre passi sotto le finestre delle case e vedi famiglie che cenano felici, ragazzi che si vogliono bene, che condividono il comune progetto del volersi bene, del voler costruire una propria famiglia, un proprio, eterno, amore… E poi arriva il sabato sera, come tanti ne sono passati e come tanti altri ne verranno, con miliardi di auto che sfrecciano chissà verso dove, coppie che ascoltano la radio, gente nei ristoranti… E mentre torni a casa a buttarti nel silenzio, ti lasci alle spalle le luci, le voci, i colori, l’allegria e la spensieratezza tipica del sabato sera. Credo che sia il momento maledettamente più difficile della settimana. Una sofferenza che si ripete che non vede nessuno, forse perché neppure capirebbero cosa si prova a sentire queste sensazioni, questo dolore sordo e costante, questo dover far finta di niente, questo doversi uniformare al vuoto, al nulla…

Ogni sabato sera senti il petto squarciato in due quando vedi tutta quell’allegria che muore appena chiudi la porta alle tue spalle, e devi fare molta, molta fatica per non riportare la mente indietro ad un tempo diverso, fasullo col senno di poi, ma sicuramente diverso, non fosse altro che per quella illusione che faceva bene allo spirito e al cuore. Non ne sarebbe rimasto ugualmente nulla, ma non sentivi quel gigantesco vuoto, quel gigantesco senso di niente. 

E qualche volta non puoi non pensare ad ora, a quello che è adesso, al gigantesco silenzio urlato tra le voci e i colori di un sabato sera in cui sei il niente, come tanti altri passati e tanti altri che verranno…

4 Commenti

  1. ” incontri coppie serene che passeggiano un cane, mentre passi sotto le finestre delle case e vedi famiglie che cenano felici, ragazzi che si vogliono bene, che condividono il comune progetto del volersi bene, del voler costruire una propria famiglia, un proprio, eterno, amore”

    Quando li vedi prova a fare così: pensa al fatto che il 95% di loro prima o poi (nel giro di un po’ di anni) si stuferanno e porteranno avanti un vincolo che sarà un pesante fardello fatto di smussature e compromessi, più che un ardente rapporto d’amore. E un 80% probabilmente si separerà prima che sia la morte a farlo.
    Amore eterno??? Ahahahahahahahah!!!

    Per il resto mi chiedo: con moderne possibilità come MeetUp e simili, come fai a restare da solo nel weekend?
    Io non le ho mai provate…. però vedo che la gente si incontra davvero, escono, fanno gite, ecc.
    Magari non saranno dei superAmiconi, ma almeno non resti a casa sul divano a fissare un punto.

  2. Pare di no.

    Tra l’altro leggo che sei un po’ fissato con ‘sta storia delle maschere e della gente che non apprezza i tuoi sinceri pensieri/sentimenti.
    Non per voler fare lo psicologo, però secondo me ti devi rilassare. Percepisci tutti come superficiali e diversi da te, ma scommetto quanto vuoi che ,se ti conoscessi, scoprirei che nemmeno tu sei un dio incarnato.
    Guarda che poi diventi un vecchio zitello sociofobico! :D
    Ne ho conosciuti parecchi (uno di questi è mio fratello) e ,nonostante tutti si credano unici, in realtà sono molto uguali fra loro:
    – sono più intelligenti rispetto alla media (chi di più, chi di meno) ma non così tanto da giustificare la loro superbia (ma esiste un livello di intelligenza che lo giustificherebbe?)
    – si credono gli unici che capiscono come gira davvero il mondo e come sarebbe giusto che girasse (uno di questi è pure un vegano stra-convinto)
    – son talmente migliori… che nessuno se li caga (quelli che ho conosciuto io son tutti single/divorziati e con vita sociale vicino allo zero).

    Io preferisco vedere la gente in questo modo: a parte qualche effettivo mentecatto e povero di spirito, mediamente sono tutti abbastanza romantici e profondi, tuttavia tengono nascoste queste loro caratteristiche per mostrare solo la corazza fredda, superficiale e frivola. Perché lo fanno? perché sono timidi! Sono insicuri.
    L’insicurezza è in tutti, in forme diverse, ma ce l’hanno tutti.
    Quindi io li studio, capisco chi vale la pena e chi no, poi piano piano mi avvicino di più a chi mi va più a genio.
    NON ESCLUDERE TUTTI: nel gran numero c’è qualcuno che vale la pena di scoprire.

    Scommetto quanto vuoi che qualche insicurezza ce l’hai pure tu: sicuramente non nel lavoro e nelle tua mille attività, ma in qualche aspetto della vita…tac! Eccolo lì il tuo punto buio!

    • Se leggi il post di oggi lo dico chiaramente che non sono perfetto e non me ne frega niente di esserlo. Altresì, ho maturato abbastanza esperienza per parlare con fatti concreti e dimostrabili. E si, la maggior parte della gente indossa maschere prettamente “sociali”, diciamo così, che le mostrano in un modo quando, chi le conosce, sa bene che sono totalmente altre.

      E allora che cosa ci si può aspettare quando la prima feccia è chi si comporta così? Non solo non lo accetto, ma sono ben fiero di avere una faccia sola!

Scrivi un commento