Un film già conosciuto ripetuto all'infinito

Un film già conosciuto ripetuto all'infinito

Un film già conosciuto ripetuto all’infinito, in cui sai già cosa accadrà, quando accadrà, perché accadrà: la vita, spesso, diventa anche questo…

Un film già conosciuto ripetuto all’infinito, in cui sai già tutto, sai orari, trame, dinamiche, e sai cosa accadrà, quando accadrà, perché accadrà: la vita, spesso, diventa una sorta di film messo in loop, ciclico, a mostrare sempre le medesime immagini, sempre le medesime scene, con sempre gli stessi protagonisti.

Magari, da un giorno all’altro può cambiare il contenuto di qualcuna di queste scene, ma sai già che la struttura di base è quella, che lo scheletro della sceneggiatura, che l’impianto generale di questo film è sempre quello, e continua, ciclico, all’infinito.

Alla lunga, vivi una realtà svilente, vivi sapendo già quali saranno i tuoi ritmi, i tuoi compiti, le cose che devi fare, quando le devi fare, perché le devi fare, e sai già cosa aspettarti, sai già come devi reagire, sai già che sensazioni proverai, sai già che odori, che ombre, che luci, che gente, che voci, che suoni ascolterai, con l’assoluta e costante certezza che niente di niente cambierà davvero, che nulla di quello che davvero desideri si materializzerà per come la immagini e per come la speri…

Niente di quello che davvero desideri arriverà per come lo desideri davvero, e sarai costretto a vivere questa routine, questo correre, questo incidere costante, lento, silenzioso, amaro, vuoto, invisibile, come tante di quelle sensazioni che ti ritrovi a vivere giornalmente, nascosto tra i silenzi di una vita qualsiasi in pomeriggi qualsiasi circondati da gente qualsiasi, nell’anonimato, nel vuoto del non essere davvero speciale per qualcuno, del sentirsi oltre l’anonimato e la massa di questo tempo che corre e lascia dietro occasioni, ricordi, speranze, sogni frantumati.

Il resto del tempo, intanto, se ne va, e tu resti, anonimo, dentro questa routine…

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