Un momento che neppure esiste

Un momento che neppure esiste

Un momento che neppure esiste e che io, stupidamente, continuo ad attendere come se dovesse, o potesse, arrivare da un momento all’altro…

Un momento che neppure esiste, ed io continuo ad aspettare, imperterrito, come se dovesse o potesse arrivare da un momento all’altro… Ma arriva? Boh, non lo so, e non so nemmeno se mai arriverà, ma devo per forza crederci e per forza devo cercare di capirci qualcosa…

…Si, ma che cosa? Che cosa c’è da capire? Che cosa c’è da osservare, che cosa c’è da attendere?

E’ una speranza che seguita ogni giorno, e che culmina nel suo dolore che si rinnova di settimana in settimana, quando fuori senti la gente che si diverte e che continua a vivere, a sorridere, a pensare al proprio futuro e alla propria vita, magari immaginando di meravigliosi momenti da vivere, di splendide gioie da conservare, di momenti stupendi da immortalare. Ma chi si accorge di lacrime che scendono in mezzo ai sorrisi e al divertimento?

Chi si accorge di chi, nel suo profondo, soffre silenzioso, di chi vorrebbe scappare via e non riesce neppure a farlo, perché c’è sempre qualcosa che ti blocca, che ti incatena a ricordi e ad una vita totalmente da riscrivere e da cambiare, ma staticamente identica nel suo incidere? Chi vuoi che se ne accorga, preso dai suoi problemi, preso da se, preso dalle sue paturnie, preso dalle sue priorità che restano maledettamente discutibili, come se fosse l’unica persona a soffrire davvero?

Non c’è nessun motivo, non c’è nessuna maniera, non c’è nessun modo: c’è soltanto il serio bisogno di scappare via da tutto questo, di trovare chi sia in grado di asciugare le tue lacrime e restare fedelmente al tuo fianco, ma non sai nemmeno se una persona così esiste veramente, se una persona di questo genere possa mai essere una presenza vera nella tua vita.

C’è una sola certezza: il silenzio delle lacrime.

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