Un sogno che ascolto nel ricordo del silenzio

Un sogno che ascolto nel ricordo del silenzio

Un sogno che ascolto nel ricordo del silenzio, ripensando a tempi andati, a storie infinite perdute nel sole di un pomeriggio di primavera…

Un sogno che ascolto nel ricordo del silenzio, ripensando a tutto quanto, adesso, e, paradossalmente, ridendone: mi sembra tutto così tremendamente assurdo da pensare ora come realmente successo, così beffardamente fregato sul nascere, così stupidamente perso nelle emozioni e nella vita… E se ci penso ora rido, non so bene se di disperazione, di rabbia o perché tutto questo mi sembra una vera presa in giro, ma non posso non rendermi conto di quanto, al contrario, sia vero, sia realmente accaduto, sia realmente successo, che piaccia oppure no!

Trovo tutto ciò assolutamente beffardo, assolutamente difficile da mandare giù, sopratutto se penso a quanto ho e avevamo desiderato qualcosa che, adesso, c’è, esiste, è completo, ma che resta vuoto, o parzialmente tale, per la mancanza di un contatto con quel sogno che abbiamo cullato e cresciuto insieme per mesi e per anni: non è il senso del “chi” a far male – anche perché, con il proverbiale “senno di poi”, non poteva esserci finale alternativo, è inutile prendersi in giro – ma è proprio l’aver investito forze, vita, speranze, momenti, gioie, paure, rabbie, lacrime, giorni, settimane, mesi, anni… Per poi finire in un nulla, per poi vedere tutti quegli sforzi liquefarsi al sole, sciogliersi sotto il peso della loro mancanza di concretezza, sotto il peso di tante belle sensazioni che altro non erano se non meravigliose illusioni cullate e portate avanti con stupenda indifferenza.

La vita, però, ti pone davanti a scelte e bivi obbligati, e forse era questo il vero finale che attendeva quel tempo: non so se tutto ciò in cui ho creduto era finalizzato a questo oggi, a questa realtà. Di certo, ancora adesso trovo assurdo l’evolversi della mia storia!

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