Un vuoto silenzioso

Un vuoto silenzioso

Un vuoto silenzioso, che ti stringe i pensieri dentro e non ti fa capire altro che uno strano, costante, senso di qualcosa che manca davvero…

Un vuoto silenzioso, come quello delle strade di notte, quando torni a casa e i tuoi pensieri, che solo un istante prima erano felicemente per i fatti loro, ritornano alla realtà, esattamente come te. Ti guardi intorno e non vedi niente che silenzio, vuoto e freddo: vorresti fare mille e mille cose, eppure non hai molto da fare se non lasciarti il silenzio alle spalle e tornare alla routine della tua vita, come ogni giorno, come tutti i giorni.

Eppure, c’è sempre qualcosa che manca, c’è sempre qualcosa che senti dentro e che non riesci a spiegare mai bene del tutto: il tempo scorre, si trasforma, e cambiano i giorni ed i fogli sul calendario, e la gente, intanto, pensa che il cambiare di quei fogli significhi cambiamento per la vita di ognuno, quando ognuno sa davvero che i tempi, le stagioni, i giorni, i mesi, gli anni che passano sono soltanto date che si avvicendano, e quasi mai corrispondono ad un cambiamento tale da giustificare qualcosa, da giustificare un tuo personale evolversi. No, non c’è alcuna evoluzione: c’è solo una data che cambia, ma quel senso di vuoto, concretamente, non va via.

Cerchi di liberare la mente, di non pensare, di rilassarti, che tanto già lo sai che domani è come oggi, che la gente non cambia e non cambiano le situazioni di ogni santo giorno, perché, forse, sei tu il primo a non cambiare o a non volerlo fare. E cerchi scuse, e cerchi modi per ingannare il tempo e pensare che sia il modo più produttivo che conosci, ma, concretamente, cosa ti rimane di queste giornate grigie in fotocopia? Cosa ne è stato del tuo oggi che volevi ieri?

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