Urla verso il vuoto

Urla verso il vuoto

Urla verso il vuoto, come la disperazione inascoltata di chi chiede solamente attenzione, di chi chiede soltanto un attimo per capire di esserci, ancora.

Urla verso il vuoto, come le urla di chi non sente la voce, come la voce che si sparge intorno e che tanti, troppi, sembrano voler ignorare. Come la disperazione, attendendo che le ore passino una dopo l’altra e spengano il silenzio e l’indifferenza intorno…

E’ una sensazione veramente brutta, che posso dire di aver provato tante volte nella mia vita: urlare la propria disperazione, il proprio dolore, e sentirlo non recepito da nessuno… E mentre il tempo scorre, e tu cerchi motivi che ti spingano a pensare se e quanto tu possa essere importante per qualcuno, la vita non da sconti e continua a farti sentire quanto male sia in grado di fare e di farti, con tutta quella mole di vuoto, di silenzi, di lacrime che vorresti condividere, che vorresti far sparire come scompare quello che ci fa male, ma che, invece, sei chiamato a combattere giorno dopo giorno, istante dopo istante.

E non credere che a qualcuno possa fregare qualcosa del tuo dolore silenzioso, delle urla al vento, dei silenzi sopra ad altri silenzi: la sola cosa che davvero importa è darsi la priorità, è darsi importanza. Che si fotta chi soffre, che muoia chi chiede soltanto considerazione, condivisione, speranza. Chi se ne frega se gli altri stanno male: conta soltanto come sto io. E così via con altre amenità simili…

E’ veramente una brutta sensazione, e bisogna veramente essere forti e temprati per saperla affrontare: la solitudine è una forca caudina da superare soltanto con impegno e non gettando mai la spugna. Se ti arrendi è finita: ecco perché, spesso, nessuno sente quelle urla, nessuno sente quelle lacrime, nessuno sente il peso dei silenzi.

Forse perché non vedere, non sentire è più facile di prendersene carico…

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