
Vorrei imparare a non avere un cuore: forse, solo in questo modo smettere questa sofferenza che mi porto appresso da troppo…
Vorrei imparare a non avere un cuore: forse, dovrei diventare come loro per non provare ancora quella stupida sofferenza…
Vorrei imparare a non avere un cuore, a non affezionarmi. Mentre la mia auto sfreccia, ancora una volta, nel cuore di questa notte, lungo queste strade vuote e silenziose, mi rendo conto che ogni cosa sembra volermi parlare di te, e continuo a sentire forte la voglia, la sensazione, la necessità, di imparare a non avere un cuore, di imparare a non affezionarmi, di imparare a non sentire dolore nell’abbandonare la gente e nel dovermi dividere e distaccarmi volontariamente da loro, esattamente come hanno fatto tutte quelle persone che mi hanno abbandonato nel corso della mia vita e non hanno mai provato nessuna forma di dolore, nessun dispiacere, ma solo la freddezza di una scelta che non hanno mai rimpianto. Anzi, alle volte, hanno anche preferito convincersi che fosse la scelta migliore da fare, oppure – ancora peggio – hanno deciso di sfruttare altri amori (e non ho usato la parola “sfruttare” a caso!) per sovrascrivere il ricordo ed il pensiero di tutto quello che è stato, per non pensare al peso delle proprie scelte, per non sentire la mancanza che ancora avevano di me.
Conosco gente che pur di sovrascrivere i sentimenti che hanno provato per me – e che, probabilmente, ancora sentivano – hanno preferito donare il proprio cuore a gente di infimo livello, a persone incapaci di amare come avrei potuto e voluto amare io, a persone incapaci di donare quello stesso futuro che avrei potuto e voluto donare io. E intanto questa gente, nella propria miserevole e calcolata freddezza, non ha mai sentito la mia mancanza per un solo e singolo istante: hanno calcolato tutto nei minimi dettagli, abbandonandomi senza nessuna pietà, senza provare il benché minimo di dispiacere, cancellando il ricordo di noi e di tutto quello che è stato con la facilità di chi non prova sentimenti o non si affeziona a nessuno. Ed è proprio quando vedo queste cose che mi rendo conto di quanto diventi fondamentale imparare a non avere un cuore, imparare a non affezionarsi: e invece, testardo ed imperterrito, continuo ad amare ed affezionarmi, continuo a dare i miei sentimenti in maniera incondizionata, continuo a credere al sogno di una vita insieme, al desiderio di un amore che valga davvero la pena di essere vissuto. E regolarmente, mi rendo conto di restarci sotto, di restare nella mia maledetta ed atroce sofferenza che non importa a nessuno.
Mentre la strada sfreccia vuota, dritta e veloce davanti a me, nello specchietto vedo due ragazzi baciarsi, e mi ricordo che, fino a neanche tanto tempo fa, c’ero io al posto loro: eppure, tutto ciò che adesso è importante per me, tutto ciò che era importante per me, tutto ciò che sarà importante per me, non è mai stato così importante per quella gente che mi ha abbandonato senza troppi perché è senza troppe domande. Hanno cancellato tutto con l’ignobile, misera e stupida capacità di chi ama senza mai impegnarsi del tutto, di chi ha imparato a non concedere mai del tutto il proprio cuore. Perché, nonostante tutto, credo che quando ami davvero, abbandonare una persona non possa minimamente essere una possibilità da prendere in considerazione: se ami davvero qualcuno, non puoi affatto avere la voglia o il coraggio di distruggere chi ti fa stare bene, di abbandonare ciò che hai costruito anche tu con i tuoi sacrifici, con le tue lacrime, con la tua fatica.
Ma la verità è che queste persone non sanno neppure cosa sia la fatica e il desiderio di restare davvero accanto ad una persona che ami: ti abbandonano e ti sostituiscono come se cambiassero un paio di mutande sporche, e probabilmente hanno sempre ragionato così, prima di te e anche dopo di te.
Adesso ho capito che devo imparare a non investire più il mio cuore: ho impiegato tanto tempo per imparare ad amare davvero, per donare tutti i miei sentimenti, ma evidentemente è stato solo tempo stupidamente sprecato, che ha finito soltanto con il distruggere me stesso. Ed io sono stanco di soffrire notte dopo notte, giorno dopo giorno, di piangere in macchina da solo quando nessuno si accorge di me, di essere invisibile, di rendermi conto che il mio dolore non interessa a nessuno, di rendermi conto di non essere importante per nessuno, di rendermi conto di non meritare che qualcuno si prenda davvero cura di me. Sono stanco di dover essere forte a tutti i costi: voglio concedermi il diritto di essere debole, di ammettere che sto male, di ammettere che ho bisogno che qualcuno si prenda cura di me. Voglio concedermi il diritto di abbandonare quella maledetta armatura che mi porto addosso da troppo tempo, quella costante paura di essere abbandonato, quel costante e maledetto dolore che la solitudine continua a scagliarmi addosso rendendomi fragile, sciogliendomi in pianto, distruggendo il mio tempo, impedendomi di gioire delle piccole cose.
Da quando non ho più l’amore, il mio tempo ha perso i suoi colori migliori: la primavera sembra essersi sbiadita, è e quei sabato sera pieni di emozione sono diventati una condanna da ascoltare nella solitudine e nel pianto, nel vuoto e nel freddo interiore che circonda questa vita ormai così vuota. Il futuro mi fa paura, perché non c’è nulla di ciò che avrei voluto fosse con me, di ciò che ho sperato e sognato per tutta la vita. Il futuro mi fa paura perché vedo solo la vastità del silenzio, del vuoto che ti distrugge l’anima. E sento una grande rabbia, perché non meritavo affatto tutto questo, perché non meritavo che il mio cuore venisse distrutto così.
Io non vi perdono per il male che mi avete fatto, e non vi perdono per aver abusato del mio cuore e dei miei sentimenti, per avermi distrutto interiormente, per aver fatto vendetta di tutto l’amore che volevo donarvi. Io non vi perdono per avermi fatto soffrire in questo modo, per le notti che ho passato a piangere, per il dolore che mi avete lasciato senza neppure preoccuparvi di quanto io potessi stare male per colpa vostra. Io non vi perdono per avermi abbandonato dopo avermi volontariamente fatto del male, senza vedere da parte vostra il minimo pentimento, la minima sofferenza, e ciò che mi dà più rabbia e sapere che, ancora una volta, resterete impuniti per la vostra cattiveria.
E io, adesso, vorrei urlare tutto il dolore che ho dentro, perché sono stanco di essere invisibile, perché sono stanco che nessuno veda la mia sofferenza, perché sono stanco di portarmi appresso sentimenti e amori così grandi e così inutili per tutte le persone che ho intorno. Voglio urlare tutta la rabbia che ho dentro, perché mi avete fatto del male e la vita vi ha premiato con altre persone da poter illudere e da poter fare soffrire. E tutto questo non è giusto per niente. Adesso ho solamente voglia di urlare tutto il dolore che ho dentro. E ho bisogno di non affezionarmi più a nessuno. Perché non avete mai capito niente di me e avete solo dimostrato di non rendervi conto di quanto preziosi ed importanti potessero essere i sentimenti che avevo dentro.
E questo dimostra soltanto quanto meschini e cattivi dentro possiate essere. Perché chi non è in grado di riconoscere l’amore è soltanto cieco nell’anima. E voi, non ve ne siete mai resi conto.




