Web, dopo Skype il Garante indaga su WhatsApp

Dopo le “falle di sicurezza” sulla Privacy degli utenti in Canada e Olanda, il Garante vuole vederci chiaro su WhatsApp. Scopriamo perché.

Qualche settimana fa, se ben ricordate, abbiamo parlato della richiesta di informazioni a Skype, da parte del Garante, relativamente all’utilizzo dei dati degli utenti: ebbene, sembra proprio che anche a WhatsApp tocchi la stessa sorte!

Il Garante per la Privacy vuole vederci chiaro, specialmente dopo la “falla di sicurezza” per i dati degli utenti, emersa da un rapporto del Garante canadese e di quello olandese. Chi gestisce i dati? Che fine fanno? Come vengono utilizzati? Chi li visualizza?

Domande a cui solo la società che ha sviluppato il software potrà/dovrà dare risposta: il “nucleo” del problema risiederebbe nel fatto che, per funzionare, WhatsApp deve accedere alla rubrica dell’utente, quindi anche ai numeri di telefono di chi non usa il programma. In pratica, dati sensibili alla mercé del programma stesso!

Non solo: diverse criticità sono anche emerse nelle modalità di conservazione e gestione dei dati, oltre che nelle tempistiche di conservazione.

Insomma: c’è abbastanza carne al fuoco per far impensierire il Garante, che vuole chiarezza. Sicuramente, torneremo a parlare dell’argomento: questo è solo l’inizio!

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