Web: siamo sicuri... Di essere sicuri?

Web Siamo sicuri di essere sicuri

Web: siamo sicuri… Di essere sicuri? Siamo sicuri di sapere che fare in una situazione di emergenza che riguarda i nostri dati?

Web: siamo sicuri… Di essere sicuri? Ecco cosa è accaduto qualche sera fa…

La sicurezza sul Web è un argomento preso (ancora) troppo “sottogamba”, come si suol dire: tante volte, troppe volte, non ce ne rendiamo conto… Almeno finché non accade il disastro.

È quanto accaduto qualche sera fa – anzi, dovrei dire qualche notte fa! – ad un’amica: come sempre faccio tra una cosa e l’altra, nonostante l’ora tarda, stavo scorrendo il feed principale di Instagram, ovvero la “prima pagina” con tutte le notizie dei vari profili che seguo.

Improvvisamente, mi rendo conto di qualcosa di strano: ricevo una richiesta di amicizia alquanto sospetta, nonostante fosse decisamente familiare. Un profilo che sembrava, in tutto e per tutto, quello di una mia amica: stessa foto, stessi dettagli, tranne per alcuni piccoli particolari che, in questi casi, fanno la reale differenza. Il “nome utente” del profilo in questione, infatti, era sì, quello della mia amica, ma mancante di una lettera del suo cognome: ad un occhio più superficiale la cosa potrebbe anche non essere chiara da subito.

Già così potremmo pensare che la cosa sia alquanto preoccupante, inquietante e pericolosa, ma è solo l’inizio dei guai: avendo capito che, logicamente, si trattava di un profilo fasullo, non ho accettato la richiesta, ma il profilo in questione ha iniziato a “popolarsi” in maniera quasi incontrollata e sempre più “pericolosa”.

Dopo qualche minuto dalla richiesta, la descrizione del profilo cambia con allusioni assolutamente esplicite, che tirano in ballo certe pratiche di cui non posso certo far menzione, mentre spuntato delle foto decisamente esplicite e chiare, di belle donne dai “profili anatomici” particolarmente “prosperosi”: in tutto questo, non dimentichiamo che su questo profilo fasullo c’è sempre la faccia della mia amica, oltre al suo nome e cognome, anche se in forma storpiata.

Basta: è il momento di fare qualcosa. Nonostante l’ora tarda contatto immediatamente la persona, che, guarda caso, trovo online: non ho il tempo di dire nulla che ricevo una lapidaria risposta. “Anche tu: ma è un incubo!” La ragazza, infatti, è stata “sbalzata” dal letto dopo aver ricevuto centinaia di messaggi che la avvisavano di questa spiacevole situazione: essendo io esperto nel settore, per fortuna, do subito delle dritte per arginare immediatamente il problema.

Per quanto stupido e paradossale possa sembrare, la prima cosa da fare è cambiare password. Subito. Fatto questo, bisogna controllare se qualche applicazione esterna ha accesso al nostro account Instagram, perché, se così fosse, e se l’applicazione fosse stata sviluppata da malintenzionati, accaparrarsi delle nostre foto e dei nostri dati è davvero un attimo: a seguire, invito lei e tutti noi amici a segnalare in massa il profilo ad Instagram, che effettivamente, dopo circa dodici ore, scompare per magia, cancellato senza pietà, evidentemente, dalle decine di segnalazioni ricevute.

Questa volta c’è stato il lieto fine, ma dobbiamo entrare nella precisa ottica di quanto pericoloso possa essere ritrovarsi in un simile calderone: cosa sarebbe accaduto se, malauguratamente, quel furto d’identità – perché di questo si tratta – avesse messo ancor più nei guai quella povera ragazza? Considerate che le foto pubblicate dall’amica in questione erano foto assolutamente normali, della vita di ogni giorno, decisamente caste, ma vallo a spiegare a chi si ritrova ad avere tra gli amici un profilo a nome tuo in cui racconti le peggiori porcate… E le mostri pure!

Mi sembra superfluo ricordare il furto d’identità digitale è un reato penalmente perseguibile con la reclusione da due a sei anni e con la multa da € 600,00 a € 3000,00 (art. 640ter, comma 3, c.p.): purtroppo, abbiamo letto tante e troppe volte di casi in cui i furti d’identità digitale e di dati hanno portato le vittime anche a gesti estremi, ed è proprio per questo che è importante difendersi, anche perché – ricordiamolo – la prima vera forma di difesa, come sempre, è la conoscenza! Conoscere le armi a nostra disposizione per evitare che simili guai accadano è fondamentale per non cascare in problematiche ancora più grosse!

Per questo motivo, fate sempre tantissima attenzione ai programmi che scaricate: utilizzate soltanto applicazioni ufficiali e mai applicazioni che vi promettono di poter fare cose incredibili, come spiare eventuali profili privati, o, addirittura, scaricarne foto e video. Queste app, infatti, fanno leva sull’umana fragilità, se mi è concesso il termine, e sfruttando una nostra piccola leggerezza, possono cacciarci in guai serissimi: prima ci chiederanno la password del nostro account, poi potrà accadere di tutto.

Rispondete sinceramente: dareste le chiavi di casa vostra ad uno sconosciuto che vi promette di mostrarvi, 24 ore al giorno, cosa accade in casa della vostra vicina trentenne alta, bionda, formosa, disinibita e single in cambio, appunto, del tanto agognato mazzo di chiavi? Nonostante comprenda perfettamente che, per certuni, potrebbe trattarsi di una ghiotta occasione, sono certo che la totalità (spero) di voi abbia risposto di no: allo stesso modo, quindi, per quale motivo dovreste concedere le vostre “chiavi virtuali” a degli sconosciuti in cambio di qualcosa che neppure esiste?

Insomma: ancora una volta – e non smetterò mai di ripeterlo – il Web è una scoperta meravigliosa, ma, forse, non è per tutti: una sana educazione informatica dovrebbe essere considerata fondamentale in un Paese come l’Italia, dove, secondo l’Osservatorio CRIF, si sono verificati oltre 25.000 furti d’identità digitale, per un valore di oltre 200 milioni di Euro.

Con la sicurezza non si scherza, perché in quel mondo virtuale… I danni sono reali. Eccome!

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