Web, spacciarsi per altri è reato: la Legge lo conferma

Spacciarsi per altre persone, sul Web, è un reato penalmente perseguibile: la Legge lo conferma. Scopriamo perché.

Usare il nickname di qualcuno per “impersonare” la persona in questione, magari procurando dei danni alla persona stessa, è un reato penalmente perseguibile con il carcere fino a un anno: la Legge conferma questo principio con una sentenza che vede protagonista una donna, rea di essersi spacciata per la sua ex datrice di lavoro su alcuni siti di incontri erotici. La donna ha scoperto di essere stata “impersonata” da qualcuno, quando ha cominciato a ricevere SMS e chiamate di uomini disposti a fare sesso.

Scattata la denuncia, si è riusciti a risalire al colpevole, appunto la ex impiegata: la Legge ha quindi condannato la donna, dal momento che, si legge nella sentenza, “non può non rilevarsi al riguardo che il reato di sostituzione di persona ricorre non solo quando si sostituisce illegittimamente la propria all’altrui persona, ma anche quando si attribuisce ad altri un falso nome o un falso stato ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, dovendosi intendere per nome non solo il nome di battesimo ma anche tutti i contrassegni di identità”.

Insomma: occhio a fare i furbi. Potrebbe costarvi molto caro!

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