Non hai proprio nulla per cui vantarti

Non hai proprio nulla per cui vantarti

Non hai proprio nulla per cui vantarti: non c’è nulla da prendere nel tuo comportamento così esecrabile. Nulla, credimi.

Non hai proprio nulla per cui vantarti, per cui, davvero, finiscila.

Sarebbe ora che qualcuno decidesse di farti ritornare con i piedi per terra, ed inizi a farti rendere conto che non hai proprio nulla per cui vantarti: onestamente, dovresti prendere in considerazione la seria opportunità di cominciare a provare reale vergogna, iniziando a renderti conto di quanto insulso possa essere il tuo vivere. Ma si sa: la gente come te vive portandosi addosso quel delirio di onnipotenza che si è autonomamente arrogato, tale per cui hanno tutto il diritto di andare avanti in maniera impunita, facendo del male alle persone e pretendendo di farla continuamente franca, di andare oltre le regole del buon senso e della più basilare educazione. Quello che la gente come te non ha ancora capito è che questo non è affatto sinonimo di furbizia, e non significa certo saper vivere davvero la vita o dimostrare una qualsivoglia forma di grandezza. Questo comportamento è soltanto la personificazione della più elevata e pericolosa forma di tossicità, che le persone come te portano avanti impunemente fin dalla notte dei tempi. Peccato solo che nessuno ti abbia dato il diritto di comportarti in questa maniera, e finché avrò voce e forza, combatterò affinché questi comportamenti vengano raccontati pubblicamente, e non soltanto per avere personalmente giustizia dopo tutto il male ed il profondo dolore che ho subito, ma affinché abbiano giustizia anche coloro che, prima di me, hanno provato le stesse ferite e gli stessi dolori che tu hai scagliato loro addosso senza la benché minima pietà. Quella pietà è che non hai mai avuto per nessuno, allo stesso modo di quel rancore che porti avanti da una vita, perché pretendi di avere giustizia da tutto il male e tutti i torti che hai subito nel tuo tempo. Credi che facendo del male alle persone, sfruttando le emozioni e mortificando in ogni maniera possibile, distruggendole e facendo loro del male, manipolandole e deludendole, in qualche modo colmerai quella disfunzionale sete di vendetta che ti porti addosso da così tanto tempo. Ma la verità è soltanto una: hai sempre sfruttato le tue illusorie storie d’amore solo e soltanto a tuo uso e consumo: non hai mai avuto il coraggio di affrontare i demoni che ti porti addosso da una vita, e per farlo hai sempre sfruttato chi voleva solamente amarti, chi voleva seriamente vivere la serietà di un amore grande e vero con te, senza, purtroppo, rendersi conto che a te non importava per niente. Hai sfruttato le decine e decine di uomini con cui hai avuto a che fare solo e soltanto per non sentire il peso della solitudine e la responsabilità delle tue deplorevoli azioni, e piuttosto che avere il coraggio di tornare sui tuoi passi, ammettendo finalmente un tuo errore e gettando via quello schifoso orgoglio che ti ha contraddistinto da sempre, non hai fatto altro che conoscere nuove persone per tappare i buchi precedenti, continuando a mettere la polvere sotto il tappeto piuttosto che avere il coraggio di affrontare la realtà. Per orgoglio hai portato avanti modi di fare indecenti ed inqualificabili, e hai riso della sofferenza altrui con una cattiveria impietosa ed una malvagità che è propria di persone realmente cattive, realmente inacidite, e dall’anima realmente oscura. Hai continuato ad usare le medesime dinamiche, e lo hai fatto con me per coprire il dolore delle tue ributtanti azioni compiute con la persona che esisteva prima di me, e lo hai fatto dopo di me, continuando a mettere in atto le stesse ed identiche dinamiche, come fossero copioni da recitare e portare avanti. E stai ben certa che la tua falsa felicità non durerà a lungo, perché prima o poi ti stancherai – come hai sempre fatto in tutta la tua vita – e con l’ennesima scusa scarterai l’ennesimo malcapitato che si illude di stare vivendo la più bella e reale storia d’amore di tutto il suo vivere. Ma non ti dimenticare di una cosa: il mondo è piccolo, e la città lo è ancora di più. Prima o poi ci rincontreremo, e ti prometto che sbugiarderò tutta la tua falsità, e che urlerò al mondo chi sei davvero. Racconterò tutto il male che mi hai fatto giocando con le mie ferite. Racconterò di quanta violenza psicologica sei stata in grado di scagliarmi addosso, e per una santa volta, come nessuno ha mai fatto fino ad ora, mostrerò al mondo il tuo vero volto. Anzi, qualcuno ha già iniziato a capire chi sei davvero, e i tuoi primi sotterfugi sono già venuti a galla, esattamente come le falsità di cui accusavi gli altri e che mettevi in atto in prima persona. Come non dimenticare i tuoi sermoni sullo schifo di chi si rifà facilmente una vita mentre sei stata la prima persona a farlo. E poi ci sarebbe la storia di quei tradimenti e quelle bugie di cui accusavi povera gente innocente mentre eri la prima a raccontare falsità per coprire le tue nuove conoscenze.

E spero che tutto questo serva per rendere finalmente pubblica la bruttezza di tutta l’oscurità che hai al posto del cuore.

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