Fermo nella notte

Fermo nella notte

Fermo nella notte, a ricordare e ricordarmi di tutto quello che non ho più, a pensare che possa tornare, ma no. Non è mai così.

Fermo nella notte, a sentirti il silenzio crollare addosso…

Dicono che se speri veramente in qualcosa, se davvero credi profondamente in qualcosa, e se davvero vuoi sentirla accanto a te, e la pensi talmente forte e talmente intensamente, questa appare, ed il tuo desiderio, il tuo sogno, si realizza e si materializza quando meno te lo aspetti. In realtà, credo molto poco a queste belle storielle, perché non mi è mai successo: la vita non mi ha mai risparmiato nulla, e mi ha sempre sbattuto in faccia la realtà nella maniera più schifosa e violenta possibile. Mi ritrovo in questo stesso posto a distanza di un anno, e sono solo esattamente come allora: ci sono le stesse luci, gli stessi spazi, e la stessa orrenda solitudine. Mi ritrovo qui, in questa notte d’autunno, a guidare nel silenzio e nel vuoto della città che dorme, e la mia mente ritorna indietro ed immagina di avere ancora accanto chi non c’è più. Di cose ne sono successe tantissime in questo anno: ho conosciuto tante persone, ne ho perse un bel po’ – anzi, hanno preferito farsi fuori da sole – ed altre sono tornate solo per mettere in piedi il loro stupido show, e sparire subito dopo, dimostrando che il loro cambiamento era completamente fasullo, inutile ed inesistente. Qualcuno si è divertito a scartarmi con grandissima facilità, quasi a voler dimostrare a se stessa e agli altri, di avere il potere di ottenere tutto ciò che desidera soltanto schioccando le dita, di essere immune anche alla solitudine, perché con uno schiocco di vita può avere accanto chi vuole, senza mai provare la sensazione del vuoto e della solitudine, passando da una persona all’altra e avendo sempre la possibilità di non sentire il peso del vuoto e dell’assenza. Ho conosciuto tante nuove persone che mi hanno donato momenti sereni in cui dimenticarmi di quel vuoto e di quel silenzio, ma durante tutto questo anno la solitudine non è mai andata via. Qualche volta si è solo sopita, per poi ritrovarla esattamente dove l’avevo lasciata. Ho continuato a soffrire e piangere nel silenzio, e ho sperato e pregato con tutto me stesso, e con tutte le mie forze, di ritrovare ancora quei luoghi, quelle risate, quelle mani. Ma non è servito a niente. Non è mai servito a niente. Ho passato intere notti a rivedere ancora quella finestra per rendermi conto di quanta differenza ci sia tra un cuore puro e maturo, che sa ciò che vuole e sa bene cosa può offrire e cosa può dare, e la bruttezza di certe persone che, al posto del cuore, hanno un tozzo di carbone, che non sono mai state amate e non sanno cosa sia l’amore vero, a tal punto da accontentarsi del primo pagliaccio incontrato sul proprio cammino – o cercato volontariamente – che faccia soltanto da tappabuchi utile per non sentire il peso della responsabilità della solitudine e delle proprie azioni. Ho continuato a sperare con tutto il mio cuore e tutta la forza che avevo di poter tornare a vivere la bellezza e la meraviglia di quei luoghi, di quel giardino pieno di fiori e di rose, di tutto l’amore che ci ho lasciato dentro, ma non è rimasto niente, e non è cambiato nulla. Nessuno ritorna e, se lo fa, lo fa soltanto per assecondare il proprio ego e darti il proverbiale colpo di grazia, per farti soffrire ancora un po’ e terminare il lavoro già fatto. Vorrei svegliarmi e credere che troverò ancora un messaggio sul cellulare, che dovrò correre perché devo prepararmi per l’arrivo della persona che amo, che devo sbrigarmi perché oggi le chiederò se vuole fidanzarsi con me, che devo correre perché stasera le chiederò se vuole sposarmi, che devo prepararmi perché stasera la porterò a cena e nei prossimi giorni dobbiamo prepararci e provare i vestiti per il matrimonio, che devo svegliarmi presto perché domani mattina devo andarmi a sposare, che devo stare attento perché lei è incinta potrebbe partorire da un momento all’altro, che devo scappare perché le si sono rotte le acque, che devo entrare in sala operatoria insieme a lei perché devo vederla partorire. Ma la vita, per quanto bella sia, sa fare altrettanto schifo, e ad un certo momento ti accorgi che non ti resta niente, e che sognare è soltanto una stupida perdita di tempo, come sperare ed altre menate di questo tipo. La vita ha fatto in modo che io non creda più in lei, perché mi ha tradito troppe volte, perché le persone mi hanno tradito e sostituito in maniera così semplice, perché hanno trovato amori facili in così poco tempo. Ed io sono ancora fermo a questo semaforo, ad osservare dal di fuori questa villa piena di rose in cui ero solito trascorrere assolati pomeriggi di primavera immersi nell’azzurro del cielo e nelle risate dei bambini. Forse, ho soltanto perso e la cattiveria ha trionfato, ha vinto e ha dimostrato, in maniera unica, che non è vero che il bene vince sempre sul male e sulla cattiveria. Forse perché ci siamo abituati all’happy ending, al finale perfetto dove vissero tutti felici e contenti, e tutti sono realizzati nei loro sogni. Ma per chi ha vissuto davvero la vita, per chi la vive davvero e per chi prova sulla sua pelle il male dell’indifferenza e dell’essere invisibili, queste sono soltanto parole che lasciano il tempo che trovano.

La vita vera è un’altra cosa. E purtroppo, spesso fa davvero schifo…

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