
E’ una notte che ti penso. e sento dentro un vuoto così grande, così enorme, che non riesco nemmeno a descrivertelo…
E’ una notte che ti penso. e quel dolore non mi lascia, non se ne va…
Vorrei credere che andare via sia la soluzione a tutti i problemi del mondo, che stare lontani dalle persone sia la soluzione a tutti i dispiaceri, che ignorarsi, sparire ed abbandonare, sia la soluzione ad ogni dolore che ci portiamo dentro, specialmente quando abbiamo perduto la vita tra le mani, quando ne abbiamo perso il senso ed il significato, quando non ci rendiamo più conto di ciò che possa davvero essere il vuoto che ti circonda giorno dopo giorno, rendendoci a poco a poco invisibili, e distruggendo anche il più profondo senso di noi stessi. Tantissime volte ho cercato di dare un senso a questa vita proprio nel modo in cui la sto vivendo ora, e nonostante tutto non ci sono riuscito, e mi piacerebbe credere e pensare che non c’è nulla di sbagliato in tutto questo, che non fa niente se ormai scambio il giorno con la notte, che non c’è nulla di cui preoccuparsi se mi rendo conto che non c’è futuro e non vedo nessuna soluzione… La verità è che vorrei imparare a fottermene di tutto, a non sentirmi in colpa, a dire a me stesso che va tutto bene anche se va così, che non c’è niente di anormale e niente di strano, che è soltanto un periodo che, prima o poi, passa allo stesso modo di come è arrivato. Ma poi mi fermo a riflettere, ed inevitabilmente mi rendo conto che non c’è proprio nulla che si possa prendere, da poter recuperare, che non c’è niente a cui poter credere. Mi piacerebbe non aver paura proprio come fanno tante persone, che quando pensano al futuro si fanno una sonora risata, e ripetono a se stesse che non possono fare nulla per cambiare l’ordine delle cose e degli eventi: le vedo vivere la giornata, andare avanti senza pensare senza troppi perché. È solo che io non ci riesco: cerco in tutti i modi di ripetermi che va tutto bene nonostante tutto, che sono soltanto una serie di tristi circostanze, che non ho sbagliato niente e non c’è proprio nulla di errato, ma più ci penso e più sento l’ansia salire, più sento che avrei voglia di cambiare le cose, che vorrei che tutto fosse diverso da così, che tutto andasse diversamente e prendesse una piega totalmente opposta. Ma non so nemmeno da dove iniziare, e se ci penso bene, forse, non ho nemmeno la forza per riuscire a cambiare le cose. E allora vorrei soltanto essere diverso, vorrei solo fregarmene, vorrei solo non avere paura. Ma non ci riesco in nessuna maniera, e questa cosa mi distrugge, e dà forza quella voce che cerca di farmi credere quanto io sia errato, e quanto non ci sia nulla di buono da prendere, nulla di buono da salvare. L’ansia adesso sembra attanagliarmi la gola, come una morsa che mi stringe il petto e la bocca dello stomaco, con lo stesso peso di quei pensieri che non riescono ad andare via, mentre vedo la vita allontanarsi giorno dopo giorno. E continuo a chiedermi e ripetermi “perché”. Come tutto sia iniziato, perché sia iniziato e perché sia andata così. Cerco di darmi delle risposte e continuo a non trovarle.
E credimi, non so davvero più che fare…




