Elemosinare la compagnia

Elemosinare la compagnia

Elemosinare la compagnia è quanto di più triste e mortificante possa esistere, eppure accade ben più spesso di quanto non si immagini…

Elemosinare la compagnia, qualcosa di davvero triste e mortificante… Eppure accado spesso, molto spesso, più di quanto noi stessi non immaginiamo: le persone vivono realtà in cui solitudini incredibili spezzano il tempo e lo frantumano, facendo diventare il resto della vita un enorme contenitore di vuotezze, di scarti residui di dolore e frammenti di lacrime e parole non dette…

…Si elemosina una compagnia, si cerca l’assoluto modo di fuggire a noi stessi e al nostro dolore, alla nostra enorme tristezza colma di silenzi che incorniciano pomeriggi senza fine, ad osservare le ombre disegnate sulle strade, a sentir voci lontane di gente allegra, che forse si diverte, ma che in realtà è lì, chissà dove, ad ascoltare il tempo e a vederlo schiarire, come noi che restiamo, fremiamo, nell’attesa di un maledetto cambiamento che non avviene mai.

Nel frattempo, la vita si tinge di dolore, di parole che nessuno ascolta, di mille frasi che vorresti dire ma che il tempo si porta via con se: resta il tuo maledetto lacrimare, da solo, su un marciapiede buio. Lo sai che nessuno ti ascolta, lo sai che nessuno ti vede, lo sai che sei da solo, e l’unica cosa che ti resta da fare è tornare, ancora, al tuo triste peregrinare alla ricerca di te, di quello che ti completa, e che non troverai, non tornerà.

Rimangono immagini, un cielo pieno di fulmini, la tua solitudine, le foglie gialle sul marciapiede, mentre scricchiolano sotto le suole, e d’amore muori silenzioso, con tutta quella voglia che avresti di urlare il tuo bisogno disperato di amare e sentirti completo, mentre l’unica cosa che ti rimane sono un mazzo di chiavi per ritornare alla tua triste consuetudine, condannato alle lacrime, mentre se ne va un altro giorno, sprecato così…

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