
Io sono colui che non esiste, e che, purtroppo, non è mai esistito davvero per tanta, troppa gente. E fa male, fa molto male…
Io sono colui che non esiste… E solo io so il male che fa…
La gente non sa che dietro quello stupido sorriso che ho sempre stampato sulla faccia, anche quelle volte in cui mi costa atrocemente dover indossare una maschera di gioia e serenità, si nasconde il dolore di tutte quelle cicatrici che mi porto dentro da anni, di tutte quelle lame che hanno inferto la mia anima. Le persone non sanno quanto dolore si nasconde dietro quella voglia di ridere sempre, magari anche di far sorridere, perché, nonostante tutto quello che ho vissuto, nonostante tutti gli abusi che ho subito, nonostante tutta la violenza che gli altri hanno usato su di me, sento ancora forte la necessità di dare priorità all’ascolto degli altri, al loro dolore, ai loro silenzi, alle loro lacrime, alle loro paure. Ho subito tanto dolore, e ancora adesso sento addosso il peso delle conseguenze di tutta quella sofferenza, di tutto quel male che troppe persone non conoscono nemmeno. Ho sempre amato donando tutto di me, ed in questa notte d’estate, con questo caldo asfissiante che non vuole darmi tregua, la mia mente torna maledettamente indietro, e non riesco a dimenticare che la sola cosa che volevo e desideravo veramente, era un amore sano, un amore vero che potesse esaudire i desideri che mi porto dentro da una vita. Sognavo la bellezza di qualcuno che mi aspettasse a casa, di qualcuno che mi ritenesse talmente importante da non poter vivere senza di me. Sognavo la bellezza di un matrimonio, di giorni lieti e sereni senza più sentire addosso la paura di svegliarmi al mattino e non trovare più nessuno accanto a me. Ho passato dieci anni della mia vita vivendo ogni singolo giorno, su di me, le conseguenze degli abbandoni subiti, del vedermi frantumato il cuore sotto i piedi, mentre io continuavo a piangere e molti preferivano non rendersene neppure conto. Ho pregato affinché non sentissi più quella croce di lacrime, quell’atroce dolore scatenato dall’essere abbandonati, ma la maggior parte delle volte le persone hanno usato le mie ferite per continuare a farmi del male, per punirmi e cercare di piegarmi al loro volere, perché i miei desideri e le mie necessità non hanno mai davvero avuto un senso, una vera importanza per loro. Invece – e fa molto male doverlo ammettere – mi sono reso conto di non essere mai davvero stato importante per nessuno: alla fine, chiunque è stato in grado di fare facilmente a meno di me, di rinunciare a me con grande facilità e senza provare il minimo dolore, mentre io mi distruggevo, un pezzo alla volta, nel dolore e nelle lacrime dell’abbandono. Sono stato scartato e sostituito con una facilità disarmante, e a nessuno è mai importato davvero quanto male sarebbe rimasto tra me e loro. Le persone mi vedono sorridere, e sanno che darò sempre forza a chiunque, ma la verità è che non riesco più a vedere un futuro, e la sensazione di vivere essendo invisibili agli occhi degli altri è qualcosa di davvero terribile. Vorrei soltanto che qualcuno si rendesse conto di tutto il dolore che mi porto addosso, come il più pesante dei pesi che un essere umano possa portare su di sé. Lentamente, la mia mente torna indietro, ad un passato che non è neanche così lontano, quando sapevo di essere felice e davo sempre il massimo di me, ma non bastava mai, perché ero sempre quello sbagliato, quello che non andava bene, quello per cui c’era sempre qualcosa da rimproverare. Io ero, io sono, quello da abbandonare, quello da ghostare, quello invisibile, quello che non c’è, quello che non deve avere nessuna pretesa.
Io sono quello che non esiste. E nessuno può capire il male che fa.




