
La vita del “Non si può”, di un tempo che si ripete e non ti permette di non essere d’accordo: è così, non puoi fare altro…
La vita del “Non si può”: quanta rabbia fa…
Alle volte mi fermo a riflettere e mi rendo conto di avere, spesso, vissuto la “Vita del non si può”. Me ne sono accorto per una serie di circostanze, ma, in particolare, ho iniziato a rifletterci quando ho saputo che una persona che conosco da oltre vent’anni, convolerà a nozze a breve. Mi ricordo che con questa persona, ormai ventidue anni fa, immaginavamo un futuro insieme e la possibilità di vivere insieme il resto della vita: naturalmente, eravamo molto più giovani, ingenui, e, sicuramente, molto più illusi e mancanti dell’esperienza maturata nei venti e piú anni successivi, ma quando mi sono reso conto che anche lei è riuscita in questa bella impresa, e che è l’ennesima persona ad esserci riuscita, ho iniziato a riflettere sull’effettivo senso di questo eterno “non si può”. È un po’ come se mi fosse stato lucidamente negato tutto ciò che avrebbe realmente potuto rendermi felice: la stabilità nei sentimenti? Non si può! La possibilità di avere qualcuno accanto che sappia davvero restare e che voglia realmente vivere il suo tempo insieme a te? Non si può! La bellezza di avere una famiglia, dei bambini, un progetto d’amore condiviso? Non si può! E questi sono soltanto alcuni esempi, ma avrei tranquillamente potuto continuare: ad un certo momento, insomma, inizi a chiederti perché tu abbia vissuto una sorta di lucida condanna alla più totale infelicità, il doverti sempre accontentare delle briciole e degli avanzi, quasi come se la vita stessa vuol essere ricordarmi che non ho diritto a nulla di più. E per quanto io mi sforzi di trovare una chiave di lettura diversa, magari anche più lucida, sinceramente non riesco a trovare altre risposte logiche tranne che questa.
E fa molta rabbia, specialmente quando ti rendi conto di non meritarlo affatto…




