
Nessuno ti tornerà mai indietro il tempo nel dolore, e questo fa male, fa molto e ancora più male della stessa consapevolezza…
Nessuno ti tornerà mai indietro il tempo nel dolore. E fa malissimo rendersene conto…
Una tra le cose che credo essere più distruttive in assoluto è la consapevolezza che nessuno ti tornerà mai indietro il tempo trascorso nel dolore, proprio in quel dolore che quelle stesse persone ti hanno scagliato addosso e hanno generato per farti volontariamente del male. Nessuno ti tornerà più indietro i sabato sera trascorsi a piangere guardando la vita ed il mondo scorrere felici dalla finestra, e nessuno ti tornerà più indietro il tempo che hai trascorso aspettando che qualcuno fosse lì, con te, a trascorrere del tempo insieme. Nessuno ti tornerà indietro le notti trascorse a piangere, a bagnare la cena di lacrime mentre nessuno se ne rendeva nemmeno conto, ed il tempo passava schifosamente, dentro il più distruttivo dei silenzi… Nessuno ti ridarà mai il tempo che hai trascorso nel dolore della gastrite, nella sofferenza del silenzio, nei momenti in cui il vuoto si è talmente fatto sentire da incatenarsi alle lacrime che continuavi a piangere e che nessuno si è neppure degnato di asciugare o di osservare. Nessuno ti tornerà più indietro il tempo in cui ti sei ritrovato a fare cose che non volevi fare ma sei stato costretto a fare perché non avevi alternative possibili: ti ritrovi in mezzo a persone, dentro luoghi con cui non hai nulla a che fare, ma l’alternativa sarebbe stata il silenzio ed una distruzione ancora più forte, e sai bene che non avresti potuto permettertelo. Nessuno ti ridarà mai il tempo trascorso a vedere le persone baciarsi mentre tu chiedevi soltanto compagnia, mentre tu speravi soltanto di vivere un futuro sereno, un futuro fatto di speranza e di emozioni, con cui ogni persona potesse essere felice e trascorrere insieme un tempo da condividere, un progetto da realizzare e portare avanti giorno per giorno.
Nessuno ti ridarà più il tempo che hai trascorso spiegando alle persone quanto per te fosse necessaria la presenza fisica, quanto per te fosse fondamentale, e rendendoti conto che, invece, tutto sempre avuto la priorità rispetto a te. Tutto è sempre stato più importante mentre tu sei rimasto soltanto una misera opzione eventuale. Nessuno ti tornerà più il tempo in cui hai continuato a piangere e nessuno ti ha dato importanza. Nessuno ti ridarà più il tempo in cui hai cercato di far capire quanto sia importante stringere le mani, vivere fisicamente ogni giorno un progetto di vita condiviso, sentendoti ripetere che eri tu il vero problema, perché il tuo non era amore ma soltanto una dipendenza affettiva privata di qualsiasi sentimento. Per quanto tu possa piangere e disperarti, e per quanto tu possa continuare ad urlare il tuo dolore e chiedere ciò che ti fa stare bene, e ciò che realmente serve a renderti felice, ti renderai ben presto conto che non serve a nulla, perché nessuna persona si renderà conto di quanto anche le tue necessità e le tue esigenze siano importanti. Resterai solo e soltanto quella persona che non ha diritto di far sentire la sua voce. Quella persona a cui nessuno ridarà tutto quel tempo trascorso nel dolore.
Ed illudersi del contrario è stupidamente inutile…




