
Non avete capito niente di me, e più passa il tempo e più continuo a rendermene conto restando, davvero, senza parole…
Non avete capito niente di me, e me lo dimostrate giorno dopo giorno…
Il passare del tempo mi fa rendere conto che voi, di me, non avete proprio capito niente: probabilmente, è soltanto il dato di fatto di qualcosa che già sapevo e che, molto probabilmente, ho sempre saputo. A conti fatti, però, la sola cosa di cui mi rendo conto è quella di aver a che fare con tanta indifferenza e tanta misera superficialità, e questo non può portarmi altro a pensare e credere che, in fondo, le persone non sanno dare valore a quel che merita davvero perché sono loro stesse a non saper riconoscere ciò che vale davvero la pena, e non saperlo neppure difendere. Chi non si rende conto di quanto grande sia il tuo cuore, e di quanto tu possa davvero dare tanto e possa davvero fare la differenza nella vita della gente, non sta affatto parlando di te, ma sta parlando più di se stesso, perché ti stava raccontando tutta la propria gigantesca superficialità, tutto il proprio inutile vivere per inerzia, come se la qualsiasi cosa gli fosse dovuta, dandoti per scontato e svilendo la tua presenza nelle loro vite. Io, dal mio canto, non rinnego nulla di ciò che ho dato: ho dato amore e sentimenti veri a persone che mi piacevano e con il quale avrei davvero voluto costruire un futuro di speranza e di emozioni, di gioia e sicurezza, e se ciò non è successo non è certo per colpa mia o per una mia deliberata scelta. Alla fine, quel che è successo è soltanto l’inevitabile frutto della superficialità di queste persone, l’inevitabile conseguenza di chi non sa valorizzarti come meriti davvero, di chi non si rende neppure conto di quanto sia bello ed importante quello che sai dare, quello che vorresti, quello che speri, ciò che desideri condividere. L’unica cosa che ti rimane è il dolore: quello stesso dolore che questa gente non riesce a conoscere, che queste persone non sanno e non capiscono cosa sia, perché l’unico beneficio di essere come loro è la consapevolezza di non provare nessun tipo di sofferenza. La sofferenza è soltanto appannaggio di chi ha un cuore, e di chi conosce davvero quanto male faccia. Se un cuore non ce l’hai, di certo non rischi di soffrire.
Ma non sarai mai in grado di vivere degnamente. Di vivere davvero.




