
Sei solo uno dei tanti, è questa la verità. E tu, quella verità, la conosci sulla tua pelle, perché conosci bene il dolore…
Sei solo uno dei tanti. Questo è.
20/8/2026.
È l’ultimo giorno d’estate, ed è un’altra estate da archiviare che si aggiunge al vuoto di questa brutta sofferenza. La gente non vede, la gente non capisce. Soprattutto quando passi quelle giornate a sentirti distruggere un pezzo alla volta. Ad un certo istante, ad un certo momento, ti rendi conto che sei solo uno dei tanti, un numero da pescare, un essere che non fa la differenza e che non viene mai scelto da nessuno. Resti invisibile in mezzo alla gente, in mezzo alle persone, in mezzo al mare di parole e occhi che guardano sempre altrove, ma che non ti scelgono mai. E nessuno può capire davvero cosa significa non essere scelti, non essere la scelta di qualcuno, non essere quella persona che decide di essere LA scelta di un’altra persona, e non una stupida e misera alternativa, una blanda opzione incapace di incidere davvero, incapace di ESSERE la differenza, di FARE la differenza rispetto al resto del mondo. La gente non può capire cosa significa essere un numero, un punto, una piuma, un colore indifferente in mezzo a milioni o forse miliardi di altri colori. La gente non capisce, non se ne rende conto, non riesce neppure ad osservare e comprendere il male, il dolore che fa. Ogni giorno è una blanda ripetizione di una misera routine che, di tanto in tanto, qualcuno spezza e qualcun altro distrugge, ma sempre e comunque nel più totale silenzio dell’indifferenza, di quel non riuscire ad urlare la tua presenza, a fare in modo che qualcuno ti veda, che qualcuno ti scelga. Nessuno ti sceglie, nessuno ti rende unico, nessuno ti rende speciale. Nessuno ti distoglie dall’idea che tu non sia nessuno, che tu sia qualcuno, QUEL qualcuno che viene scelto e che cambia la vita di una persona.
Sei solo invisibile in mezzo ad altra invisibilità.




