
Solo uno sfogo, niente di più, scritto di getto, tutto d’un fiato, senza riflettere, senza pensare, senza niente. Solo parole vere.
Solo uno sfogo. Ma quanto male fa.
Al contrario di chi usa i social solo per ostentare e veicolare una finta realtà mirata esclusivamente a dimostrare qualcosa che, nel concreto, poi non esiste realmente, ho sempre pensato che sia mio diritto essere sincero sempre e comunque. Non soltanto non devo ostentare nulla, ma, ancora di più, non devo proprio dimostrare nulla: non vedo per quale motivo io debba privarmi di raccontare la mia gioia, la mia tristezza, la mia rabbia, la mia ansia, la mia preoccupazione. Mi sono sentito dire tantissime volte che “non bisogna affatto dare soddisfazione alla gente”, ma la verità è che – se permettete – mi sento moralmente, mentalmente e fisicamente superiore rispetto a queste persone così da poco, e lo dico con la concretezza di chi sa perfettamente cosa ha passato e cosa sta passando. Ciò detto – ed in un mondo normale non ci sarebbe neanche dovuto essere bisogno di fare una premessa simile, anche perché credo che stiamo davvero rasentando l’assurdo se sono costretto a giustificarmi delle mie emozioni e delle mie sensazioni, e del fatto che voglia condividerle sul mio profilo, sul mio spazio personale! – non posso nascondere – e nemmeno intendo farlo – di trovarmi in un periodo personale estremamente difficile. In fondo, questi periodi capitano probabilmente a tutti – chi più, chi meno – con la sola differenza che, proprio come dicevo poc’anzi, certe persone preferiscono fare finta che vada tutto bene, dimostrare e far vedere a tutti che la realtà è sorridente ed il vento è dalla loro parte, e vi posso ampiamente assicurare che quando tu – che conosci la verità – ti ritrovi a leggere determinate menzogne, e ti rendi conto di osservare una realtà costruita a tavolino, in un certo qual modo avverti una potente rotazione delle gonadi (che viene chiamata in questo modo perché “un enorme giramento di coglioni” suonava decisamente male…) Come vi dicevo, quindi, sto vivendo – credo – uno tra i peggiori momenti che ho vissuto fino ad adesso. Ed è ancora più difficile renderti conto che lo stai vivendo in totale e completa solitudine. Le persone che conoscono la verità di ciò che sta succedendo sono pochissime e super selezionate, anche se so che non sono le uniche, perché non tutti ancora sanno come sono andate le cose: verosimilmente, sono le persone che, in questi mesi, hanno dimostrato di essere realmente presenti anche quando tutto andava bene, anche quando non avrebbero avuto motivo di far sentire la loro presenza nella mia vita. Eppure queste persone c’erano: in particolare – anche se non voglio fare nomi – so di poter davvero fare affidamento su persone come Ada, che per me continua a restare un punto fisso ed un riferimento importantissimo per la mia vita, ma anche le due Giorgia che ho scoperto soltanto da poche settimane, o la mia grande amica Ylenia, o la saggezza del buon Luciano, che continua ad essermi accanto ormai da tanti anni. A proposito di Ada, a lei va una menzione decisamente particolare – diamo a Cesare quel che è di Cesare e ad Ada quel che è di Ada -: quando ha saputo ciò che è successo, si è immediatamente e spontaneamente capicollata nel volermi aiutare, anche attraverso una vicinanza della sua famiglia, che non smetterò mai di ringraziare per tutto il bene, la stima e la fiducia che hanno sempre avuto nei miei confronti. Parliamo della stessa persona – la cara Ada – che, pur di difendere l’affetto e il rapporto nei miei confronti, si è ritrovata a dover subire la cattiveria e la totale follia di di una persona a cui – evidentemente – non bastava affatto aver fatto del male a me e alla mia famiglia, ma aveva bisogno di farne altrettanto alle persone a me care. Naturalmente, è la stessa persona che prova così tanta gioia nel voler ostentare una finta vita che potrei facilmente divertirmi a smontare con pochissime parole. Ma, per fortuna, le persone non sono stupide, e hanno ben capito chi hanno di fronte. Lasciando perdere gli inconvenevoli, ammetto che è molto difficile vivere le sensazioni e le situazioni che sto vivendo io in questo momento, e davvero non auguro a nessuno di vivere ciò che sto lucidamente provando in questo periodo. Per quanto possibile, sto cercando di restare in piedi con tutte le mie forze, e sto cercando di attutire il colpo nella maniera migliore possibile, ma restano tanti dubbi e tante paure per un futuro che diventa sempre più un incognita. Ed è esattamente in questi momenti che vorrei essere proprio come le persone tossiche di cui vi ho parlato fino ad ora: se parli con questa gente, se gli chiedi come facciano a non aver paura del futuro, se gli chiedi come facciano a non pensare a quando saranno diventate persone adulte e sole, vedrai negli occhi di questa gente la totale indifferenza, la superficialità è la tranquillità di chi, in buona sostanza, vive fregandosene di tutto e di tutti. Purtroppo, anche se ci ho provato spesso, non sono mai riuscito ad essere come queste persone, e di questo mi dispiaccio davvero, perché probabilmente avrei potuto risparmiarmi tanta salute e tanti dispiaceri. Alla fine, al pari di questa gente, avrei tranquillamente potuto vivere alla giornata, così come viene, senza pensare al futuro, senza progetti e senza paure. È solo che, purtroppo, non ci riesco.
E vi giuro che, mai come adesso, ne avrei un grande bisogno…




