Andando lucidamente incontro al proprio destino

Andando lucidamente incontro al proprio destino

Andando lucidamente incontro al proprio destino, nel silenzio di questo tempo che ti distrugge silenziosamente ed in maniera invisibile…

Andando lucidamente incontro al proprio destino, nel silenzio di una profonda distruzione…

Credo che ad un certo punto della vita sia necessaria la lucidità e la maturità di osservare il proprio destino, di rendersi conto di ciò verso cui si sta andando incontro con grande ed estrema lucidità, con chiarezza e senza troppi giri di parole che, nella maggior parte dei casi, non fanno altro che lasciare il tempo che trovano. Credo possa considerarsi un vero e proprio segno di maturità: avere la consapevolezza della parola “fine”, e di tutto quello che non cambia e non può cambiare, avendo finalmente il coraggio, la forza e l’estrema lucidità di smetterla di illudersi, di credere a miracoli e magie che non potranno mai avvenire, è l’unico modo per non prendersi inutilmente in giro. Arrivi ad un punto della vita in cui il tuo percorso si perde nella notte, in cui quel che resta è soltanto il freddo ed il silenzio del vuoto e della solitudine: giungi ad un momento della vita in cui la notte non ti fa più paura perché la vivi ormai da troppo tempo, e perché da anni, ormai, la vivi in totale e completa solitudine. Sei perfettamente che di te potrebbe anche non restare nulla, e, molto probabilmente, non se ne renderebbe conto nessuno: puoi restare lì a raccontarti la solita, stupida, barzelletta secondo cui “è soltanto un periodo”, secondo cui “è soltanto una fase della vita”, mentre guardi i giorni diventare settimane, poi mesi, poi anni interi. Mentre continui a raccontarti la solita bugia, e la solita inutile storiella, osservi il mondo cambiare al ritmo delle stagioni che si susseguono, vedi la gente andare via, passare a miglior vita, fidanzarsi , sposarsi, avere figli, mentre tu continui a ripetere a te stesso che è solo una fase della vita, che le cose possono cambiare da un momento all’altro. E mentre tu continui a raccontare cazzate alla tua stessa persona, le persone vanno avanti, vivono la loro vita nella maniera più completa, e tu continui a ritrovarti di notte, sempre nello stesso luogo, sempre da solo, senza nessuno al tuo fianco e senza nessuno che ti faccia sentire importante, che ti dia la forza, che ti faccia sentire unico e completo, che ti faccia credere e sperare nel domani. Ed è proprio così che, in maniera lucida, osservi la fine un passo alla volta: vorresti cambiare le cose, vorresti cambiare l’ordine degli eventi, e vorresti che tutto fosse finalmente diverso, ma la vita sembra volerti ricordare che non ne hai diritto, che non ti puoi lamentare. Puoi soltanto stare zitto e piangere in silenzio le conseguenze di tutto il tuo dolore, ma stai pur certo certo che non cambierà niente: quello è il tuo destino.

E tu, stai osservando la fine mentre si avvicina.

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