Che puoi saperne tu...

Che puoi saperne tu

Che puoi saperne tu… Alla fine, c’è un micromondo, dentro e fuori, una sorta di “casta” intorno al quale tutto sembra perfetto, e che puoi saperne tu…

Che puoi saperne tu, alla fine… Che importa, tanto ognuno ha le sue vite, così perfette, così meravigliose, così scintillanti, in cui tutto appare perfetto, in cui tutto appare senza una virgola fuori posto, ma che ne puoi sapere tu del dolore, delle paure e del male provato in questi anni, vissuti a rincorrere l’impossibile, a cercare di capire, a tentare di trovare soluzioni, idee, congetture, speranze, riflessioni, sentimenti, senza mai riuscire a trovare una sola risposta che sia una, e più tentato di cercarne, più non riuscivi a trovare niente che non fosse già stato detto o scritto…

In fondo, che cosa ne puoi sapere di che cosa significhi dover gettare via tutto, dover ristabilire equilibri, paure, interiorità, frasi, sentimenti, dover ripartire daccapo, che ne puoi mai sapere, per te che il mondo è sempre così lineare, così protetto da tutto quello che serve, così raccolto in una sorta di realtà alternativa, fatta di tutto quel che è necessario per stare sereni vivendo al minimo, senza sforzi, senza grandi responsabilità, senza grandi necessità. Tutto quel che serve, in fondo, è a portata di mano. Massì, che ne puoi sapere, cosa ne puoi capire, cosa te ne può fregare…

…Ma forse, p anche giusto così, è anche chiaro che c’è tutto di guadagnato, anche se io, a volte, non lo capisco, non lo comprendo, non riesco a guardare oltre, non riesco a guardare a quello che è rimasto e quel che è nato successivamente, mentre questa vita scorre, regolare, come se nulla gliene importasse, perché, probabilmente, nulla importa a questo tempo se non il fatto che siamo qui, a guardarci intorno, senza mai averci capito veramente qualcosa…

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