Eppure, il peggio non era del tutto un peggio

Eppure il peggio non era del tutto un peggio

Rendersi conto che al peggio esiste un peggio ancora peggiore, ti fa riflettere molto, ti fa comprendere che, forse, non era poi così brutto come lo si disegnava…

Qualcuno dice che al peggio non c’è fine, ed è una frase, probabilmente, estremista ed apocalittica, e noi proseguiremo a considerarla tale, sebbene, talvolta, qualche riflessione scappa, sopratutto quando credi che il peggio che hai visto con i tuoi occhi fosse il massimo che potessi vedere, ed invece ti rendi conto che esiste uno step anche peggiore, se vogliamo, che non conosce il senso dell’etica e del rispetto verso la persona.

C’è chi fa del male – e questo è assodato – ma lo fa seguendo una sorta di etica, diciamo così, sapendo quanto in la si può spingere e fin dove può spingere la propria cattiveria. Esiste, poi, gente che non conosce rispetto, etica, moralità, e, semplicemente, mette in campo qualsiasi arma abbia a disposizione – propria o impropria che sia – per ferire, o, peggio ancora, “uccidere” – si spera metaforicamente – la persona che ha di fronte.

Devo ammettere che è davvero svilente e snervante assistere a certi livelli di pochezza umana, di vergognosa bassezza senza ideali, senza etichette, senza regole: una sorta di ghetto comportamentale fatto di rancore e rabbia da far esplodere a tutti i costi, ad ogni costo, costi quel che costi, senza guardare in faccia niente e nessuno, usando qualsiasi mezzo pur di dar libero sfogo al proprio delirante rancore.

La verità è che il genere umano, nella sua complessità, riesce sempre a sorprendermi, anche quando credo di aver visto tutto e di tutto, il peggio ed il meglio, lo schifo ed il massimo della gente. Curiosamente, riesco sempre e “serendipiticamente” – concedetemi il termine – a ricredermi, e rendermi conto che, probabilmente, ne avrò ancora tante da dover vedere, osservare ed analizzare!

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