Forzatamente soli

Forzatamente soli

Forzatamente soli, per principio, per non voler o poter tornare indietro, per non riuscire a dire “stop”, ma semplicemente perché lo vogliamo.

Forzatamente soli, anche quando non ce ne sarebbe bisogno, anche quando vorresti solamente tornare indietro, vestirti, buttarti in mezzo alla pioggia, vestito come ti trovi in qualsiasi momento, e vorresti scappare via sotto un portone ad urlare “scendi”, ed invece sei costretto a fermarti e fare finta di niente, ingoiando e strozzando nella gola qualsiasi sensazione il tuo cuore senta, forse per evitare di farti ancora del male, perché non puoi permettertelo…

…Eppure, tante cose mancano, come una rassicurante quotidianità fatta di luoghi, posti, odori, facce conosciute, che ti permettono di dire, di pensare, di riflettere, di concretizzare che anche oggi non sei da solo, anche oggi stai scrivendo una pagina in più per la tua vita ed il tuo futuro… Eppure, mancano tante e troppe cose, tanti e troppi dolori che si mescolano tra loro, mentre cerchi anche solo un sorriso, anche solo un momento per cercare di comprendere cosa stia accadendo e cosa tu sia diventato adesso, anche se, a volte, fa male, specialmente se pensi e rifletti ai coltelli sulla pelle sotto forma di giornate senza fine, di pomeriggi bollenti che non hanno più avuto una fine, un senso, se non quello di mille lacrime diventate pietra sul viso, di mille urla che avresti voluto buttare al vento ma non hai potuto, perché sai benissimo che nessuno, probabilmente, sarebbe stato in grado di ascoltare il tuo dolore vero…

Ci sono tante e troppe cose che fanno male, e la solitudine forzata è una di quelle, perché è da cretini tutto questo, ma è l’unica cosa sensata che, alla fine, è riuscita a venirne fuori, anche se tu, ancora adesso, non riesci a dargli alcun senso logico…

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