Ho perso l'azzurro

Ho perso l'azzurro

Ho perso l’azzurro del mattino, della limpidezza di cieli da guardare insieme, di giornate di sole tiepide e serene, di mattini limpidi e d’amore…

Ho perso l’azzurro, l’azzurrità che tanto amavo e che non riesco più a ritrovare.

L’ho perduta, l’ho persa, non so più neppure quando ne dove, ma so per certo che non c’è più tra le mie dita e davanti ai miei occhi: e pensare che l’amavo così tanto e che ho fatto così tanto per non dimenticarmene mai, per non perderla tra i meandri della vita, ma, evidentemente, non è bastato.

Mi resta solamente uno, dieci, mille mattini meravigliosi che vivono nei ricordi della vita: mi resta un sorriso che nasce al pensiero del ricordare quel che è stato, quel che ho visto, quel che cantava il mio cuore quando il cielo era veramente sereno, e le mattine d’inverno s’illuminavano di una luce speciale, magica, azzurra come le ombre che si disegnavano nell’aria, come gli odori, i sapori, le voci, la vita tutto intorno.

Ho il ricordo delle tiepide prime mattine d’estate, quando intorno era silenzio, era pace, ma era pace anche dentro di noi, e sapevamo che poteva servir poco, in fondo, per essere veramente felici: mi ricordo di tante mattine sorridenti, a guardare la vita da altre mille prospettive, e sembra quasi che io possa ancora sentire le voci, il brusio, le auto, gli odori, il caldo sulla pelle, e l’emozione di mani dentro altre mani, a camminare in giro, a guardarci intorno, a pensare, ad immaginare, a progettare.

E’ un mix così potente di ricordi che non riesco a pensare di aver perduto chissà dove tutta quella meraviglia azzurra, tutti quei meravigliosi momenti che, adesso, vivono solamente nei ricordi che, una volta tanto, rispolvero e mi racconto ancora una volta. Il finale, purtroppo, è sempre lo stesso…

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