Il niente che, forse, è tutto

Il niente che forse è tutto

E’ un niente, ma è un tutto: la mancanza di un amore, di un abbraccio, di una vera condivisione fa sentire la differenza nelle giornate e nel tempo…

E’ un niente, ma quel niente è tutto: tanta gente, in fondo, vive senza un amore, forse anche sola, senza speranze di un sentimento condiviso, ma quel che, alla fine, è un nulla, probabilmente è realmente tutto quando senti la differenza, quando torni a casa e la casa è fredda e vuota, e non hai una donna che ti aspetta con le braccia aperte, ferma davanti la porta a dirti che ti ha preparato una bellissima cena. Una donna da abbracciare e spupazzare, da stringere forte, da prendere in braccio e portare via: quando desideri tanto tutto questo e tutto ciò non c’è, senti la differenza di quel niente, che in tanti dicono non essere, poi, così totalitario ed importante nella vita, ma che. invece, è per te fonte di ruminazione, sofferenza, ricordi, paure, sentimenti, e di quella maledetta consapevolezza che tutto quell’amore che hai dentro deve restare fermo, a stagnare, come mille macchinari fermi dentro una fabbrica, come casolari che il vento ha spaccato nelle finestre e nelle mura, come i paesi abbandonati tra le mura fredde, rimaste in piedi ed ormai coperte dalla vegetazione, immortale, che ha avuto la meglio su tutto il resto.

Pian piano, la vegetazione ha la meglio anche sui sentimenti e sull’amore, e le radici salgono lungo il cuore sempre più arido, con la sola consapevolezza che quell’amore che hai dentro deve solo ed esclusivamente restare dentro di te: non serve a nessuno e non ci sono storie o “happy endening”. Forse nelle  favole, forse nelle magie e nelle illusioni che ci raccontiamo, ma nella vita, no… Tutto questo, purtroppo, non c’è. E fa maledettamente male…

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