Il mistero troppo grande della vita (oggi , giorno di tristezza ...)


Quante volte ci siamo interrogati sul mistero della vita , che per noi è troppo grande da capire , e di come poi siamo esseri piccoli ed insignificanti di fronte a quel mistero che è la morte , che è soltanto l’anticamera della vita eterna , di chi si addormenta nella speranza di essere cullato per sempre dall’amorevole abbraccio di Dio , dalle sue mani grandi e benedette , e dal suo sguardo che ci da la pace .
E anche oggi , in questo giorno in cui questa parentesi di tristezza viene a farmi visita , mi accorgo che la vita è il mistero più grande che si può , perchè , aldilà di tutto ciò che succede nella nostra vita , tutto poi finisce nella vita che finisce , e nei pensieri che poi fanno soffrire , perdendosi in tutte quelle occasioni che abbiamo mancato per essere vicino a chi adesso se n’è andato , e ripensando che forse tante cose potevano cambiare , ma il pensiero di ciò che poteva essere e ami più sarà non ci consola , e il pianto purifica i nostri silenzi , gocce nell’immenstà dei giorni che non passano più , nella vita che vorremmo cambiasse , e poi la tristezza , che arriva di botto , come un urlo nel silenzio che squarcia quella pace interiore che con tanta fatica , dopo i silenzi e la sofferenza eri riuscito a creare , e ora cade giù , come il più fragile dei castelli di sabbia …
E si piange da soli , in silenzio , ripensando a tutto , alle immagini , a questa vita che in fondo riesce sempre a stupirti , anche quando ti sembra di averre gia visto tutto …
Peccato solo che il tempo non ti aspetta , ma il silenzio rimane ancora per un pò a farmi compagnia quando qualcuno se ne va e non tornerà più …

:-(

6 Commenti

  1. Giomba carissimo,
    scusa se passo iltre il tuo post,
    ma devo chiederti una cosa
    e spero che potrai,
    almeno tu,
    darmi delle delucidazioni!

    Visto che hai contatti con l’alto
    (redazione Tiscali!),
    mi spieghi secondo te
    per quale motivo ieri il mio post
    non è stato pubblicato
    (son sicura di non aver commesso errori!)
    e soprattutto perchè oggi
    son due ore che provo a pubblicare
    un articolo,
    ma ricevo sempre “errore”?

    Grazie e scusa!

  2. Caro Giomba,
    sei andato al cimitero, oggi? Ahimè, io no, avendo un torcicollo lancinante e i compiti da fare.
    Sai, quasi ogni notte, nel mio lettino, parlo con mio fratello o con me stesso. Poi penso. E ogni volta arriva, puntuale, terrificante, il penisero che prima o poi morirò.
    Spesso mi assale: basta un nonnulla. Ieri, su un giornale parrochiale ho letto l’encomio di una ragazza 26enne morta per un tumore. E allora, come ogni volta che penso alla morte, mi vedo vecchio e stanco, chiudere gli occhi per poi non riaprirli più. Mi sento come se il mio animo volesse uscire dal corpo per non morire. ddirittura, spesso ho immaginato di non essere mai nato, pur di non fare i conti con lei. E così, ho elaborato il mio pensiero: quando si nasce non si può tornare indietro. Meglio morire che non essere mai nato.
    Penso poi ai miei genitori… quando mamma e papà non ci saranno più… :-===( Piango.
    Allora mi è venuta voglia di abbraciarli.
    Poi, alla fine di questo pensiero, sempre la mia solita asserzione: Non fare l’imbecille. Ci sono stati tanti miracoli dunque Dio esiste e tutto cuò che fin da piccolo ti hanno insegnato su di Lui è vero. Dunque dopo la morte c’è la vita. Spetta solo a te fare il bravo per meritarti una bellissima eternità

    Ora il problema è un altro: penso all’eternità e mi sento strano al pensiero di condurre una vita monotona ma bella in Paradiso. Ma poi mi dico: Tra le tante sofferenze che Dio allevierà in Paradiso, vedrai, ci sarà sicuramente anche questa.
    Buona giornata, amico mio!

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