Immaginando la fine

Immaginando la fine

Immaginando la fine, il vuoto, il silenzio che ne sarà. Immaginando tutto questo, e tutto il disastroso vuoto che resta…

Immaginando la fine, mentre resta solo un gigantesco vuoto…

Eppure, se torno indietro con la mente ricordo che avevo tanti grandi sogni, che avevo immense speranze ed immaginavo inenarrabili gioie per il mio futuro. Però, sembra quasi che la vita abbia giocato a smentirmi lucidamente, facendomi sentire addosso quella eterna sensazione di “temporaneità”, di totale e completa mancanza di solidità, di certezze su cui poter fare realmente affidamento. Fin da quando ho avuto il potere di decidere e di camminare sulle mie gambe, scegliendo la strada da percorrere ed il percorso più giusto per la mia vita, ho sempre ed assolutamente rifiutato con tutte le mie forze tutto ciò che non fosse sicuro, tutto ciò che non fosse realmente stabile. Eppure, da troppo tempo ho a che fare con questa assurda sensazione di distruzione imminente, esattamente come se, da un momento all’altro, tutti gli equilibri che ho costruito con immensa fatica potessero essere distrutti con la facilità di uno schiocco di dita. Che poi, è sempre stato così fino ad ora. Non mi è rimasto niente: mi hanno sempre distrutto tutto. Da troppo tempo, ormai, percorro quelle stesse strade, cammino su cui gli stessi marciapiedi, sotto lo stesso cielo ed osservando gli stessi palazzi, ed il tempo ha trasformato le stagioni in anni, e quegli stessi marciapiedi che calcavo mano nella mano, sono diventati il teatro di un dolore, l’eco del vuoto, Il dispiacere della sofferenza. Non è, letteralmente, rimasto nulla tranne una lucida fine che si mostra giorno dopo giorno, che ti distrugge in maniera imperterrita e non ti lascia scampo: ti resta soltanto una fine vissuta in maniera vivida e lucida, da cui è impossibile scappare, da cui è impossibile andare via. Il mondo sembra, ormai, avermi scartato e rifiutato in maniera netta. E arriva un istante ben preciso, in cui ti rendi conto che non sai più cosa fare, perché forse non c’è davvero più niente da fare. Resti fermo a sentirti un peso, per te stesso e per gli altri. E rimani così, a ricordare i sogni che avevi e a renderti conto di come si siano distrutti per sempre, di come la vita li abbia, ormai, ridotti in polvere. E mentre il tempo continua a passare, continui a raccontarti le solite barzellette: continui a credere che domani andrà meglio, che la prossima settimana, il prossimo mese, il prossimo anno saranno quelli fortunati.

Ma poi ti volti a guardare le tue mani, e non ti è rimasto nulla. Perché la vita ed il tempo ti sono volati via, come sabbia sfuggita tra le dita.

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