La consapevolezza del dolore per diventare più forti

La consapevolezza del dolore per diventare più forti

La consapevolezza del dolore per diventare più forti: avere la consapevolezza di stare vivendo un dolore, ci permette non solo di gestirlo meglio, ma anche di soffrire meno!

La consapevolezza del dolore per diventare più forti: a volte, infatti, ci ritroviamo a vivere dolori personali davvero forti, situazioni in cui proviamo grande sofferenza psicologica, rabbia, disappunto, e questo ci fa vivere male la realtà che, spesso, siamo costretti a vivere, perché talvolta le circostanze sono ben più grandi di noi, e non abbiamo molto altro da poter fare tranne che accettare ciò che stiamo vivendo.

La consapevolezza, però, di stare vivendo una qualsiasi esperienza traumatica e di dolore, non ci rende soltanto più forti: ci rende, appunto, consapevoli di stare vivendo quel qualcosa, e partendo da questo rafforza il nostro bagaglio di esperienze, e non ci rende impreparati di fronte ad altre sofferenze simili che la vita, si sa, potrebbe spingerci a dover affrontare. Passare in mezzo al dolore, infatti, è l’esatta palestra necessaria a fortificarsi, necessaria a creare una memoria di esperienze, che, esattamente come un vaccino, farà in maniera di renderci pronti ad altre sofferenze simili, mitigando il dolore e rendendolo, forse, più sopportabile, sebbene sia notorio che, ahinoi, a certe sofferenze non ci si abitua mai!

E’ importante, però, non aver paura del dolore e della sofferenza: talvolta, per quanto strano possa sembrare, soffriamo il doppio se alla sofferenza aggiungiamo carichi di ansia anticipatoria. E’ veramente paradossale, ma, di fatto, carichiamo sulla sofferenza la paura di soffrire ancora, e questo crea una specie di circolo vizioso che ci fa soffrire anche più di quanto non avremmo fatto normalmente!

Insomma: accogliamo il dolore e la sofferenza con consapevolezza, vagliando ed apprezzando anche il curioso “lato positivo” delle situazioni spiacevoli, ovvero il fatto di star diventando più forti. Perché, notoriamente, si sa: “se non uccide, fortifica!”

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