La guerra dei perché

Guerra con noi stessi

La guerra dei perché è quella, silenziosa, guerra capace di ucciderti con la forza del tornare, sempre e rigorosamente, sugli stessi discorsi.

La guerra più dura da combattere, verosimilmente, è quella contro noi stessi: la vita me lo ha ricordato tante e tante volte, ma ancora adesso, alle volte, lo dimentico, così come dimentico che quella guerra che ti vede lottare contro te stesso, in realtà, è una battaglia che crei tu, in cui sei tu ad essere sfidante di te stesso, e che solo tu puoi vincere. Non ci sono sfidanti, non ci sono duellanti, ci sei soltanto tu e te stesso.

E’ la lotta dei perché: è una lotta forse impari, forse no, ma è soltanto un modo per lottare contro te stesso ed i tuoi mille perché, che ti distruggono il giorno e la notte, che ti fanno perdere il sonno, su cui continui, ancora, ancora ed ancora, a rimuginare, a pensare, ad immaginare, a congetturare. Supposizioni, idee, pensieri, rigorosamente improduttivi, utili soltanto a condurti verso un vero esaurimento nervoso, ma dal quale – gioco forza – sembra realmente impossibile venire fuori.

Si, ci provi, sicuramente, e sai che hai sempre una mano d’aiuto pronta a salvarti, ma la regola cardine è sempre la stessa: sei solamente tu che puoi salvare te stesso. Sei tu che hai creato la tua personale guerriglia, sei tu che hai creato il tuo personale conflitto con la tua testa, e sei sempre tu che, in una maniera o in un’altra, devi riuscire ad addentrarti in una nuova dimensione di pensiero e di idea, fatta di quell’intrinseca sostanza che è la certezza di quanto sia improduttivo pensare al niente, e quanto, al contrario, possa trovare giovamento dal non proiettarti troppo verso un futuro che nessuno può conoscere.

Io ci sto provando. Non sempre ci riesco e non sempre è facile. Ma sono sicuramente migliore di ieri.

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