Le tristi macerie del nostro amore

Le tristi macerie del nostro amore

Le tristi macerie del nostro amore, mentre resto fermo a guardarle, ed il dolore è la sola cosa che sento, che osservo, che mi distrugge…

Le tristi macerie del nostro amore, e tutto quel maledetto vuoto che resta e che mi fa così male…

Alle volte mi perdo in silenzi che sembrano non avere fine, e probabilmente non ce l’hanno davvero. Mi perdo e resto muto a ricordare tutto ciò che si è perduto così silenziosamente, e rimango senza parole a guardare le tristi macerie di ciò che è rimasto… Ed è uno spettacolo che mi fa davvero male, e mi dona tanta sofferenza e vuoto… Mi ritrovo così… Perduto nel silenzio di una notte come questa, sospinto dal gelido vento che sembra tentare di darmi compagnia, o di asciugare quelle lacrime che, ormai da troppo tempo, solcano inutilmente il mio viso… Però mi guardo intorno, e ancora una volta mi rendo conto che non c’è nulla tranne il dolore di una perdita che non riesce ad andare via, di una ferita lacerata che continua a sanguinare…

Adesso guardo il cielo ormai chiuso da nuvole così grigie e spesse, e la mia mente continua sentire l’eco di tutte quelle stupide frasi, di tutte quelle stupide parole, che mi invitano, così stupidamente e banalmente, “a distrarmi, a pensare ad altro”, come se fosse così semplice ed immediato… E mentre continuo a perdermi in questo vuoto, mi chiedo come possa essere stato possibile riuscire a dimenticare questo amore in così poche settimane, a sostituire sovrascrivere quei sentimenti come fossero nulla, come se non fossero mai stati importanti…

Passo le ore cercando di capire, cercando di comprendere, cercando di credere che possa essere facile, perché se qualcuno ci è riuscito senza problemi, allora vuol dire che posso farlo anche io… È solo che poi mi fermo, rimango a riflettere, e mi rendo conto di non essere capace… Non riesco ad essere così miseramente superficiale! Non riesco a fregarmene, a forzarmi, a fare finta di nulla dimostrando agli altri di stare bene ed essere incredibilmente felice, di aver superato qualsiasi dramma, qualsiasi dolore e qualsiasi ferita interiore…

Io non ci riesco: forse, fa soltanto parte di quel grande meccanismo necessario ad elaborare il lutto aspettando che quella ferita possa rimarginarsi… Ma io non ci riesco: io soffro davvero, piango davvero, mi intristisco davvero, e questo non è un gioco né una gara a chi ostenta di più o di meno. La mia sofferenza è vera, è concreta, è reale, e vorrei anche io essere così forte e superficiale da far finta di nulla, da far vedere agli altri che va tutto bene, che sono sereno e ho già sovrascritto tutto ciò che ho nel cuore con l’ennesima persona che ho trovato sul mio cammino, e chi cazzo se ne frega se la sto prendendo in giro, se penso ad un’altra persona mentre sto con lei, se mando messaggi anonimi ad un’altra persona mentre sto con lei…

Ma io non ci riesco: piuttosto che prendere in giro qualcuno, piuttosto che trovare una persona estremamente diversa da ciò che cerco, accontentandomi e relegandola al misero un ruolo di “tappabuchi”, preferisco soffrire e piangere ogni giorno riguardando le foto e le storie, ma avendo la forza, il coraggio e la dignità di ammettere tutto ciò che ho ancora dentro il cuore. E adesso rimango da solo, sotto la pioggia, ad osservare le dolorose macerie che restano di questo amore, mentre la pioggia si mischia alle lacrime, e non so più cosa si prova a sentire l’emozione di una telefonata, di una voce, di un messaggio.

Ho perduto l’emozione di quei momenti che rivivrei altre migliaia di volte, perché il dolore, il vuoto e la solitudine hanno sovrascritto ogni bella emozione che ero ancora in grado di provare. La cattiveria ed il rancore che ho subito hanno, poi, fatto il resto. Soltanto che non lo meritavo, e non lo meritava quell’amore, che avrebbe ancora potuto vivere tante altre volte, che avrebbe ancora potuto vivere un meraviglioso secondo tempo fatto delle più grandi e belle speranze, delle nuove consapevolezza e di tanta nuova vita che si sarebbe potuta aprire davanti a noi. Ma, anche se mi metto d’impegno, non riesco a capire cosa si possa provare nel fare così gratuitamente del male, e che gusto si possa provare nella volontaria distruzione di amori e persone, di anime e di cuori.

Non riesco a capirlo. E vorrei anche io imparare ad essere indifferente e senza cuore, insensibile ed indifferente.

Ma non ci riesco. E sento su di me tutto il dolore di questo vuoto…

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