"Ne vale la pena?"

Ne vale la pena

“Ne vale la pena?” Una domanda che ci facciamo troppe poche volte, e che, al contrario, dovremmo imparare a farci molto, molto più spesso…

“Ne vale la pena?” Non si sa, ma vale sicuramente la pena di farsi questa domanda…

C’è una domanda che, con il proverbiale “senno di poi”, avrei potuto pormi molte più volte nella vita, scrivendo, probabilmente, un diverso finale: tuttavia, come è notorio ai più e a chi mi conosce bene, non ho mai rimpianti, perché se mi sono comportato in un determinato modo, in un determinato momento, vuol dire che ho ritenuto giusto fare in quella maniera.

La domanda in questione è: “ne vale la pena?” Per certi versi, è una domanda quasi enigmatica, quasi scontata certe volte, ma è esattamente per questo che finiamo con il porcela troppe poche volte, e questo, spesso, finisce con il danneggiarci, perché una riflessione più approfondita, magari, avrebbe potuto toglierci da diversi impicci.

È un quesito che, tra le altre cose, ha una doppia valenza: puoi chiederti se valga la pena di arrabbiarti per cose che non cambieranno mai, per gente che rimarrà la povera, stupida, limitata di sempre, se vale la pena di cambiare chi non vuole, se vale la pena di pensare e ripensare a certi eventi, ma, più di ogni altra cosa, puoi chiederti, soprattutto, se valga la pena di fare sforzi ed investire speranze verso persone che, magari, non lo meritano.

Lo dico proprio perché, in passato, ho fatto questo errore, e, sebbene mi abbiano sempre detto che tutto ciò che si fa per amore/amicizia/sentimento non è mai errato, ammetto che, anni dopo, sarebbe stato più utile e produttivo lasciare perdere sforzi e sacrifici fatti per gente che avrebbe meritato al massimo un “vaffa” grande come una casa, visto che il risultato di quegli sforzi è stata gastrite gratuita e anni di terapia.

C’è qualcosa, però, che tende a farmi perdere la pazienza: rendermi conto che, a volte, non ho proprio capito nulla della gente, illudendomi, ancora, che le persone possano cambiare, possano essere meglio di quel che sono, e cadendo, ancora una volta, nell’errore di seguire il cuore prima della testa. E così, ancora una volta, finisco con il soffrire di fronte alla cattiveria della gente, di fronte alla mancanza di empatia, di fronte, semplicemente, all’opportunismo becero con cui, troppo spesso, ho a che fare. Qualcuno mi dice che dovrei andar fiero della mia bontà d’animo, ma, al giorno d’oggi, la bontà è spesso scambiata per debolezza, ed il rischio di incontrare gente senza scrupoli pronta ad approfittarsene è sempre più alto.

Forse, sto semplicemente cercando di non rendermi conto che, nonostante tutto, non sono ancora riuscito a chiedermi davvero se ne valga la pena… O meglio, me lo chiedo, si, ma sempre quando inizio a soffrire, e quando, di fatto, è ormai troppo tardi, capendo di aver stupidamente creduto, ancora una volta, alla bontà delle persone.

E scoprirai, che nulla è cambiato. Che sono restato l’illuso di sempre!

(Bruno Lauzi – Ritornerai)

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