
Non ce la faccio più a dedicarti il mio dolore… Si, lo so che non te ne frega niente, che dovrei guarire e tutto il resto, ma il cuore non la pensa così…
Non ce la faccio più a dedicarti il mio dolore… Mi passerà, forse… Ma ora no…
Se anche te lo dicessi guardandoti in faccia, mi risponderesti che nessuno me lo ha chiesto, perché ti conosco troppo bene: sta di fatto che non ce la faccio più a dedicarti il mio dolore, a guidare nel cuore della notte sentendo la radio e ricordandomi di te e di noi, a guardare il mare e pensare a tutto quello che eravamo e che potevamo ancora essere… Questa notte ho visto il mare, ancora una volta, e quando sono sceso dall’auto ho lasciato che la radio continuasse a suonare, e mi ha davvero fatto impressione rendermi conto che stavo guardando il mare mentre la radio trasmetteva “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri… “Perdere l’amore, quando si fa sera…” E intanto, guardavo la luna sul mare, e mi è parso di intravedere anche una stella cadente… È solo che non ce la faccio più a dedicarti tutto il mio dolore… Guidando, la radio ha continuato a ricordarmi te, ed ogni canzone sembrava parlarmi di un momento, di un ricordo, di un frangente che abbiamo vissuto insieme, di un pezzo di vita che avrei voluto rivivere centinaia o migliaia di volte… È solo che di te non è rimasto niente, ed era esattamente quello che volevi e desideravi tu: avevi soltanto voglia di distruggere tutto ciò che apparteneva a noi, di distruggerci e distruggere il nostro cammino insieme, il nostro passaggio che ci ha visto uniti come due punti su questa terra, i nostri ricordi ed il nostro tempo migliore… Alla fine, non desideravi altro che questo… Tutto il resto sono soltanto inutili surrogati che stai cercando di mettere in atto per mentire a te stessa e non sentire il peso delle tue azioni, e non provare il dolore delle tue responsabilità, ed il male che nasce da una serie presa di coscienza, dalla consapevolezza di aver distrutto tutto per ripicca, cattiveria, e per quella semplice voglia di fare del male. E nonostante io cerchi di capire come tu possa essere così spietata e senza cuore, ancora una notte, ancora una volta, ti dedico il mio dolore, e queste lacrime che cadono giù nel cuore della notte di un fine settimana, anche se mi sembra ancora di averti vicina e di respirare ciò che eri davvero per me.
Ma di te, purtroppo, non è rimasto più niente. Ed è l’unica cosa che volevi davvero…




