Palermo, la notte e i primi amori

Sono seduto davanti alla scrivania, e il cursore mi lampeggia davanti sullo sfondo bianco di un nuovo foglio: non entra un filo d’aria e l’estate si preannuncia già rovente…

Roberto Murolo, in sottofondo, mi canta “na voce, na chitarra e ‘o poco ‘e luna”, mentre il sudore scorre sulla fronte come su di un’autostrada. Alzo un po’ la finestra, ma la luna non c’è: mi guardo intorno, e osservo un gruppo di ragazzi, altrettanto “accaluràti”, seduti in un balcone, intenti a ripassare e a trovare un pò di refrigerio in questa torrida serata d’inizio estate.

La mia mente torna indietro: sono giorni di esami, giorni di capitoli che si chiudono, di strade diverse che intersecheranno altre vite, altri sguardi, altri suoni, altre bocche, altre voci. Qualche amore cadrà, qualche amore finirà per sempre, e qualcuno, forse, continuerà oltre i banchi di scuola.

Come fai a resistere ai ricordi guardando Palermo illuminata di notte?

Monte Cuccio che stende lo sguardo fin verso Monreale, con le sue luci arancione, illuminate, in lontananza, che sembra quasi un Presepe, oltre Altofonte e ancora più in la. L’autostrada illuminata, le auto che scorrono, e poi, dall’altro lato, il mare, e piccole luci che galleggiano sul mare, dove lo sguardo si perde. Navi che rientrano in porto, o forse turisti che arrivano, che vanno: Monte Pellergrino tutto illuminato e Castello Utveggio che trionfa sulla città.

Se guardi Palermo dall’alto, da San Martino, o da Baida, ti sembra una città immensamente grande, moderna, piena di palazzi, auto, fabbriche, luci, suoni, fanali, pubblicità. Ma se ti fermi ad ascoltare le sue voci, magari proprio nel silenzio della notte, ti accorgi che è più familiare di quanto credi: la sua aria profuma di legno bruciato durante le notti estive, e di golose pietanze a mezzogiorno, se cammini dentro un qualsiasi vicolo la domenica attorno a mezzogiorno!

Le sue voci sembrano quelle della modernità, ma poi sono quelle degli anziani seduti sulle panchine, dei bambini che sbattono il pallone sulle saracinesche alle due del pomeriggio, e dei soliti condomini che non risparmiano “gioiosi improperi” all’attenzione di quegli stessi bambini… E delle loro madri!

Chissà quanti amori sono nati proprio guardando questo paesaggio, nel silenzio di una notte stellata, con la luna ad illuminare i primi sogni d’amore di due ragazzi che, proprio in questi giorni, potranno ritrovarsi, o perdere le loro mani per sempre. In fondo, però, ci sarà sempre qualcosa che li legherà: i ricordi nati dall’aver vissuto le stesse emozioni, sotto lo stesso cielo palermitano!

4 Commenti

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