Quello strano bisogno di distruggere i rapporti

Quello strano bisogno di distruggere i rapporti

Quello strano bisogno di distruggere i rapporti: gli inquietanti modi di agire della gente destano non poche riflessioni e tanta, tanta tristezza…

Quello strano bisogno di distruggere i rapporti: le conseguenze della superficialità sono, purtroppo, inevitabili…

Si, lo so che dovrei essere abituato alla follia della gente, alla loro totale e disarticolata voglia di comportarsi in maniera esecrabile, senza rendersi conto delle figure barbine che così facilmente mettono in campo, ma i modi di agire di costoro sono ancora in grado di destare, in me, non poche riflessioni…

…Soprattutto – magari sono io a ragionare in maniera errata! – non sono mai riuscito a comprendere fino in fondo quella gente che riesce a distruggere, con uno schiocco di dita, rapporti durati anni, amori, amicizie, conoscenze, e tutto quello che dovrebbe legare due esseri umani ma che, a quanto sembra, pare rivestire valenze sempre meno importanti: non riesco a comprendere questo sadico gusto di uccidere i rapporti, di frantumarli, di togliere dalla propria vita le persone, trasformandole in moderni De cuius dell’Epoca Digitale, azzerati dalle amicizie virtuali, dai Social Network, anche dai vetusti ma sempre cari SMS, ancor prima che cestinati in fondo ad un filtro per le “chiamate moleste”.

So bene che è esattamente per questo che, nella vita, ho preso le peggiori tranvate in nome della salvaguardia dei rapporti, ma io sono esattamente per salvare, non per distruggere: mi ricordo le storie dei nostri nonni e bisnonni, quando rattoppavano le scarpe con le suole rotte e rammendavano i calzini bucati. Riparare, non buttare! Oggi, invece si preferisce, più banalmente, gettare via i rapporti: chissenefrega, tanto uno vale l’altro. Peccato, però, che per qualcuno non sia realmente così!

E pensare che ho visto terminare storie d’amore bellissime a causa di vere cavolate: semplici litarelle da innamorati che si trasformano in muri insormontabili fatti di astio, di odio, ma soprattutto di assenza. Si, cari amici: è l’assenza che, spesso, rovina e logora i rapporti, che – specialmente di fronte a situazioni già deteriorate – finiscono con il mandare a rotoli ogni speranza di comprensione. Eppure, per me è semplice pensare che tutto possa sempre risolversi: certo, mi rendo anche conto che, talvolta, esistono situazioni insormontabili su cui è impossibile passare sopra, per carità, ma, al netto di queste situazioni (estreme), tutto è sempre “rammendabile”, fortificabile.

E invece, sento sempre più spesso parlare di rapporti che finiscono, di amici che ti voltano le spalle, e tantissime volte a causa di cretinate: come quella volta che, da un giorno all’altro, un’amica mi bloccò su tutti i Social e sistemi di messaggistica. Non comprendevo il motivo e decisi di chiedere numi, sapendo di non aver fatto niente per meritarmi un simile trattamento: parlando parlando, scoprii che questa persona “preferiva così” per sue scelte personali, pur ammettendo che, effettivamente, non avevo fatto niente di errato, ma dovevo accettarlo e basta. Un mistero, si, ma con un dettaglio non indifferente: l’amica in questione mi conosceva da più di venticinque anni, e vi assicuro che fa davvero strano vivere questo genere di situazioni, specialmente se sei consapevole di non aver fatto nulla, ma, peggio ancora, se vedi con i tuoi occhi la facilità con cui un bel rapporto viene ucciso, senza pietà e riflessione. Ovviamente vi risparmio il solito coro di banalità varie del tipo “eh, si vede che non era una vera amica” e similari.

Ma potrei anche raccontarvi di quella coppia di giovani amici consapevoli di vivere una storia di amore bellissima, ma che si sono ritrovati (per scelta di lei) divisi, distanti e separati solo per la banale mancanza di volontà. Volontà di fare sacrifici, volontà di crederci, volontà di investire risorse personali nel rapporto e nella sua crescita: mi fa sorridere, però, che se da un lato si fanno “saltare via” i rapporti umani come fossero tappi di champagne, dall’altra parte non se ne accettano le conseguenze. Mi ricorda una battuta di Annamaria Barbera, più famosa al pubblico nazionale come la “Sconsolata” di Zelig, a proposito della mancanza di attenzioni verso la donna (ma vi assicuro che vale benissimo anche per gli uomini, eh!): “la donna è come una bicicletta. Che succede se lasci la bicicletta incustodita? Te la fottono!”

Adesso, prima che iniziate ad urlare allo scandalo, nessuno sta dicendo di mettere catene e collari alla gente, ma la metafora è ben diversa e calzante: se ti crogioli nella tua roccaforte fatta di svogliatezza, fatta di superficialità e di assenza, non puoi certo lamentarti se un rapporto si logora. È un po’ come pretendere che una pianta viva senza mai abbeverarla: l’acqua del sacrificio e della pazienza deve sempre essere presente in ogni rapporto. E se non avete intenzione di fare dei sacrifici per far felice la persona a cui (dite) di tenere, semplicemente non stravolgete la vita della gente. Perché, per tornare alla battuta di “Sconsolata”, è vero che non siamo biciclette, ma prima o poi una persona si rompe… I cerchioni!

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