Sei Laureato ? Vai a zappare la Terra !

Se una volta dire "ma vai a zappare la terra" era quasi  un’insulto , ora lo si può paragonare ad un’augurio : sono sempre di più , infatti , i giovani laureati che , senza un lavoro , hanno rivalutato la terra . E il trend è in continua crescita !
Se volete ,
questa è una triste dimostrazione della situazione dei laureati in Italia : si preferisce puntare a settori che , in un certo qualmodo , riescano a "tutelare" i giovani dalla crisi .
E così , i bandi per ricevere i finanziamenti destinati all’attività agricola vengono presi "d’assalto" dai giovani , come nel caso del Piemonte , in cui il "boom" inaspettato di richieste ha creato una situazone tale per cui , molto probabilmente , i fondi a disposizione non basteranno a coprire tutte le richieste !
Come ha detto recentemente , in una intervista , il ministro dell’agricoltura , Luca Zaia , sono decine i giovani che , ogni giorno , si rivolgono a lui per sapere come fare ad aprire , ed iniziare , una attività agricola .

Ecco , a tal proposito , alcune testimonianze di giovani che hanno deciso di "cambiare vita" dedicandosi alla terra , tratte dal sito de "La Stampa" :

Il commercialista: «Basta bilanci, pianterò ulivi»
Ha un papà con uno studio ben avviato. Di fronte a sé avrebbe un futuro certo, un’attività solida, poco a che spartire con i patemi di tanti suoi coetanei. Invece Marco Giachino, 32 anni, «quasi commercialista» torinese, ha deciso di mollare tutto. Ha impiegato mesi per trovare il terreno giusto. «Pianterò mille ulivi, sarò un produttore di olio extravergine. Ci credo: all’inizio mi dividerò tra lo studio di mio padre e le coltivazioni, ma se tutto fila liscio mi tolgo la cravatta, infilo gli scarponi e mi trasferisco in collina insieme con la mia compagna». Il perché è presto detto: «È una scelta rischiosa, ma voglio un’altra vita, lontana dall’ufficio, dalla città, dal cellulare che squilla in continuazione e dall’appartamento di 36 metri quadrati in cui sono costretto a vivere».

L’infermiere: «Lascio la clinica, ho scelto le api»
Per vent’anni ha fatto l’infermiere. «Avevo 16 anni. Avevo appena finito il biennio di Agraria, alle superiori, quando decisi di iscrivermi alla scuola per infermieri». Ha lavorato in ospedali, cliniche, case di cura e hospice. Adesso, a 38 anni, Davide Silvestro vuole mettersi a piantare alberi. «Avevo bisogno di cambiare, dopo aver lavorato per così tanto tempo nello stesso settore». Il suo sogno si chiama piante officinali. «Il levistico, ad esempio, che viene distillato e serve a produrre aromatizzanti per l’industria alimentare; oppure il sedano di monte». Si è già messo al lavoro: sta cercando una rete di aziende interessate a cavallo tra Piemonte, Liguria e Costa Azzurra. E sta lavorando anche al suo secondo progetto: «Voglio fare l’apicoltore».

La studentessa: «Preferisco allevare cavalli»
Carlotta Cometto, professione amazzone – e soprattutto studentessa universitaria a Veterinaria – ha una passione sfrenata per i cavalli, tanto che pensa di dedicarci la vita. «Ho 25 anni: da quando sono piccola vado a cavallo, da qualche anno partecipo alle gare nazionali e internazionali di equitazione. Ne ho appena fatto uno e sono arrivata terza su 60 partenti, e prima tra gli italiani». Dall’equitazione all’allevamento il passo è breve, e così Carlotta si è messa in corsa per ottenere il finanziamento: «Voglio far nascere i futuri campioni nel salto a ostacoli. Parto con una decina di cavalli, però mi serve una struttura adeguata che possa ripararli d’inverno e quando piove».

L’informatico: «Depuro l’acqua, piantando canne»
La laurea: Informatica. La professione: imprenditore, titolare di una società di consulenza informatica. Il futuro? Fitodepurazione, tutta un’altra storia. A 36 anni Alberto Defilippi sceglierà una sorta di palude e pianterà una selva di arbusti trasformandola in un canneto. La sua famiglia lo seguirà. Perché? «In Francia è un sistema molto utilizzato: dove non esistono le fognature viene usato questo sistema, un depuratore delle acque reflue». Insomma, l’idea è innovativa: far passare l’acqua – dopo un trattamento – in questo substrato di terreno per purificarla. Procedimento complicato, infatti Alberto Defilippi ha studiato: «Mi sono dovuto informare. Sono stato in Veneto, ho seguito corsi specifici».

Insomma : se da un lato questa situazione è sinonimo di una situazione "non positiva" che sussiste tra i giovani laureati , da un’altra è , di certo , molto particolare , visto che l’età media di chi lavora nell’agricoltura si aggira attorno ai 60 anni . Insomma : se da oggi invitiamo qualcuno "a zappare la terra" , sappiamo di rivolgergli l’augurio di un lavoro che , in questo periodo , va per la maggiore !

 

17 Commenti

  1. Mentre attendo che (se) il mio commento viene pubblicato anche su quel blog, ti informo che il commento del 19/11/2008 16:23 firmato “L.” non è mio, anche se quell’anonimo non si rivolgeva a te in particolare, si rivolge provocatoriamente a tutti i commentatori di quel blog di cui tu sei il primo. Ambasciator non porta pena. Ciao

  2. e gia..&ltbr/>io mi sto laureando in scienze dell`educazione..( ex pedagogia), e di prospettive lavorative un cavolo capuccio se non lavori precari tipo call center, ecc..senza contributi importanti x la vecchiaia o sicurezze minime.&ltbr/>Ma del restolo si sa.. non e` solo qui a Palermo la disoccupazione in crescita.. ormai se non si ha la spintarella nel di dietro.. stai sempre nella speranza chequalcosa arrivi…( x fortuna), per rendimento proprio, o poiche` ci speri e basta dopo tanti anni di lottare.&ltbr/>E poi ci definiscono pure mammoloni.. o bamboccioni… ma che ne sanno certi politici delle vere condizioni in cui la nostra generazione si trova. Sinceramente la vita di Campagna e` la piu genuina e piu spontanea..peccato xo` che non si arriverebbe alla fine del mese col solo lavorar la terra!!&ltbr/>i soldini si dice spesso non contano.. l`importante ci sia la volonta` e l`amore… ma sinceramente a volte e` proprio a causa di questi dannati soldini che si comincia a litigar e spesso ci si dispera.&ltbr/>Ma certo l`ottimismo resta.. poiche` siamo una generazione tosta e forte nello spirito noi!&ltbr/>Speriamo allora che x noi laureandi, laureati, non laureati.. le cose migliorino.. perche` poter vivere decorosamente e dignitosamente da esseri umani e` un diritto uguale x tutti gli uomini e non solo x chi ha!!&ltbr/>bacioni e passa presto dal mio blog.

    [COMMENTO EDITATO DAL GIOMBA : Commento ripetuto :-) ]

  3. ops!! scusa ma per la fretta e scrivendo quasi al buio.. ho scritto qualche parolina attaccata ahhh!! ma va boh.. l`importante che si estrae il puro significato.. ps= ti ho aggiunto tra i miei contatti, benvenuto anche a te.

    [COMMENTO EDITATO DAL GIOMBA : Commento ripetuto ! :-) ]

  4. mi dispiace non è giusto che i laureati vadano a zappare la terra!
    &ltbr/>e i contadini non laureati allora, soppiantati dai laureati, cosa dovrebbero andare a fare?
    &ltbr/>i concorsi dove è richiesto un diploma vengono vinti, o cmq raggiungono il miglior punteggio i laureati che quindi prendono il posto dei diplomati che a sua volta sono costretti a cercare un posto dove basterebbe la terza media come commessi in qualche negozio, e quelli con la terza media di conseguenza, visto i posti di lavoro fregati dai diplomati sono costretti a scendere più in basso…
    &ltbr/>4, 5 o 6 anni di studio serio insegnano molto, perchè buttare questo sapere alle ortiche? per fregare facilmente il lavoro ad altri?
    &ltbr/>negli uffici di collocamento si cercano segretarie dottoresse e che sappiano almeno 4 lingue, ora, ma una volta non bastava l’istituto tecnico per fare la segretaria? e chi lo ha frequentato, come può farsi assumere? ovvio che un datore di lavoro preferisce un dottore con 4 lingue ad una diplomata… ma non è giusto

  5. Boh di alcuni commenti non ho capito nulla, molto probabile che saranno cose tra di voi. Ma voglio raccontarvi la mia storia in breve breve…
    All’età di 21 anni, avevo già finito le scuole superiori , un’anno di università e il militare ( v.a.m. 335 ), successivamente ho cominciato a lavorare per un’impresa contoterzista agricola, nella mia piccola impresa di famiglia (anch’essa agricola), con un’impresa di lavori marittimi e subaquei ed altri piccoli lavori. Tutto mentre studiavo ancora nell’ateneo universitario di Termoli.

    Era il periodo di grassa antecedente alla crisi, e quindi vi lascio immaginare quante umiliazioni ricevevo per strada quando tornavo col trattore al paese nelle domeniche estive, mentre altri ragazzi tornavano dal mare e mi urlavano cafone dalle auto cabrio, alzandomi anche il dito medio. Non ho mai sperperato quelle 50 euro giornaliere, ma le ho investite in qualcosa di più concreto.

    Oggi quei ragazzi poco rispettosi , piangono perchè non trovano lavoro e muoiono di fame, mentre io ho un’agenzia di viaggi con dipendenti, niente pensieri, un modesto conto in banca, un’appartamento di 330 mq in 3 livelli più 110 mq di garage, un’autina ROSSA una moto ROSSA e una donna al fianco che mi cucina quello che voglio. Il tutto avuto sacrificando qualche giornata al mare…..

    W la terra e i frutti che sà dare “ORA IL DITINO LO ALZO IO”

Scrivi un commento