"Che desolazione..."

Che desolazione

“Che desolazione”: hai proprio detto la cosa giusta. E’ il termine giusto per descrivere tutto quello che c’è rimasto dentro e fuori…

“Che desolazione”: è proprio la frase giusta, l’affermazione migliore per descrivere quel nulla gigante che è rimasto dentro e fuori, sopratutto quando ti ritrovi a vivere così, restando in silenzio, sorvolando, vivendo per inerzia, andando avanti senza motivi specifici se non quelli necessari a dire “beh, si deve fare”, quando, probabilmente, arriva un momento in cui le parole si seccano in gola, anche quelle che vorresti ridere non fosse altro che per sorridere…

…Ma a chi dirle se sai chi hai di fronte, se sai cosa pensa, come la pensa, cosa sei per lei e tutte quelle altre e solite menate che solo chi conosce il desiderio di non voler parlare più comprende appieno: è brutto giungere all’estrema conseguenza del non aver più voglia di parlare, perché vuol dire che hai esaurito gli argomenti di discussione, o, peggio ancora, te li hanno fatti esaurire, e tu non hai altro da fare se non annuire stupidamente, dire qualcosa che sembra sensato, ascoltare, e, intanto, restare con la mente bloccato nei tuoi stessi pensieri…

E’ brutto quando un rapporto, qualunque rapporto esso sia, scivola nel non aver più nessuna voglia di parlare e di comunicare, perché significa che nulla ti spinge più a trovare un motivo anche solo per parlare, anche solo per dire una cretinata che sia una, anche solo per un sorriso, anche solo per dire una cretinata che serva a passare il tempo.

Poi ci guardiamo negli occhi, e mi accorgo che dicono cose che, in realtà, non dirai: il punto è che sono stanco della cattiveria di chi mi sta di fronte, come se fosse sempre e comunque in grado di decidere della mia felicità e del mio equilibrio. Si, sono stanco.

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