In fondo, chiediamo solo serenità!

In fondo chiediamo solo serenità

In fondo, chiediamo solo serenità: non c’è niente di più di tutto questo tranne che la voglia di riappropriarsi di un tempo maggiormente sereno…

In fondo, chiediamo solo serenità: non è semplice, ma, forse, neanche così difficile!

Mi sono, ormai, convinto del fatto che ciò che cerchiamo è mera e semplice serenità, e me ne sono accorto giusto ieri: complice il cambio di ora che, con l’avanzare dell’età, inizio sinceramente a mal sopportare, ma continuo ad accettare solo per la bellezza delle giornate che si allungano e della natura che ripete il suo meraviglioso ciclo, ho pensato bene di fare una passeggiata, in orario pomeridiano, approfittando sia della temperatura mite di questi giorni, sia delle maggiori ore di luce. Non appena in strada, sono rimasto sorpreso dal sentire, in ogni angolo, il tipico odore di grigliata provenire dalle villette e dai giardini.

È stato quasi un segno metaforico: è come se tutti noi, in fondo, non aspettassimo altro che una giornata più mite, con più luce, per poter ritrovare un rito quasi rassicurante, capace di unire, capace di segnare un “passaggio” tra la stagione fredda, in cui le temperature ti costringono a stare in casa, a quella più mite, in cui puoi montare un tavolino all’aperto, arrostire la carne, magari anche vederti con qualche amico, bere la birra, la Coca Cola, guardare insieme la TV… Insomma: gesti semplici ma di grande impatto sulla nostra mente, utili a rasserenarci dalle tante, troppe paure di questo periodo.

L’Italia sta, lentamente, provando a ripartire, cercando di rientrare, a piccolissimi passi, in quella sorta di normalità a cui abbiamo detto addio ormai più di due anni fa: siamo, ormai, abbastanza formati ed addestrati per sapere che il COVID c’è, e non possiamo fare altro che conviverci. Possiamo solo sfruttare i vaccini per renderlo meno pericoloso possibile, ma, al pari dell’influenza stagionale, difficilmente scomparirà per magia, e chissà che non ci tocchi convivere con quello che, di fatto, è ormai diventato un “punto di normalità e consuetudine” all’interno delle nostre vite: in qualche maniera, è vero, dobbiamo ripartire. E non è solo una questione di vita da vivere, di normalità di cui doverci riappropriare, ma è anche una necessaria boccata d’ossigeno per l’economia: si stima che nel 2022 si perderanno qualcosa come cinquantadue milioni di posti di lavoro nel mondo, e la situazione non potrà che peggiorare se non si fa qualcosa e subito.

Forse, non sarà ancora giunto il momento di buttare nel cestino, per sempre, le mascherine, non sarà ancora giunto il momento di tornare ad essere un po’ più strafottenti come accadeva fino a qualche anno fa, ma dobbiamo avere coraggio, e dobbiamo tornare a costruire serenità. Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo all’economia, lo dobbiamo, paradossalmente, al rispetto per la stessa vita, che non possiamo più permetterci di sprecare appresso alla paura: il problema c’è e ci sarà, ma abbiamo tutte le nozioni e gli strumenti per combatterlo e renderlo quanto più inoffensivo possibile.

E adesso scusate: tutto questo parlare mi ha messo fame. Vado a chiedere ai vicini se gli è avanzata una stecca di stigghiòle!

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