In ricordo di Gioacchino

In ricordo di Gioacchino

In ricordo di Gioacchino, che lascia prematuramente questa terra, ma da cui ho appreso tanto e da cui ho tratto tanta ispirazione “radiofonica”.

In ricordo di Gioacchino, che, in qualche modo, rimarrà immortale.

Questa notte, come tantissime altre notti, stavo lavorando: la testa stava per esplodermi dal dolore, e non vedevo l’ora di terminare tutto quanto per cercare di trovare un minimo di sollievo. Avevo quasi terminato tutto quando, d’un tratto, Alessio mi scrive su Whatsapp. Quando Alessio mi scrive alle tre di notte su WhatsApp, è sempre segno di qualcosa di grave: “Pure Caponetto ci lascia”. All’inizio non ho voluto credere, ho voluto sperare che non fosse così, ho chiesto più informazioni, ma poi, sulla bacheca di Domenico Cannizzaro, altro amico e speaker conosciutissimo, sono venuto a conoscenza della triste verità.

Giacchino Caponetto non c’è più: Gioacchino non era, semplicemente, uno degli speaker di Radio Time. No: Gioacchino, nella sua forma più elevata, rappresentava un vero pezzo di storia dell’emittenza radiofonica locale.

Iniziò ormai tanti anni fa sulla mitica Trog, Tele Radio Olimpo Giove, che tutti i palermitani con qualche anno in più ricorderanno sicuramente: a seguire, un successo dietro l’altro a Radio Studio Sicar, Radio Young, Radio Amica, tutti nomi che hanno segnato una vera epoca nel panorama radiofonico locale, con intere ore di ascolto e voci che, di fatto, divenivano amiche invisibili per tantissimi ascoltatori.

Ma credo che la vera realizzazione di Gioacchino sia arrivata con Radio Time: Gioacchino era – e resterà – la voce del mattino per tantissimi ascoltatori, che in lui trovavano compagnia per iniziare la giornata.

Ricordo, personalmente, di aver conosciuto Gioacchino nel lontano 2010, quando ricevetti una sua telefonata il giorno del mio compleanno, per via di una sorpresa che mi era stata fatta: nessuno, però, avrebbe mai potuto immaginare che da li a poco anch’io avrei fatto parte di quella grande famiglia che è Radio Time.

Ho un ricordo preciso della sua voce il sabato mattina: andavo in onda durante “La voce di Epruno”, insieme a quegli altri due matti di Mario Caminita ed Epruno, e quando capitava che fossi in diretta dagli studi, era sempre un piacere incontrare Gioacchino e perdersi nel suo abbraccio possente, con quelle sue mani così grandi, sempre pronto a scherzare, a divertirsi. In particolare, ricordo che quando m’incontrava nei corridoi della radio, e mi vedeva da lontano, mi diceva “Ueeeee eccolo Giomba!”, e quel saluto ti dava allegria, ti dava la carica, la spinta per caricarti poco prima della diretta.

Mentre per Radio Time facevo l’opinionista anche in altre produzioni dell’emittente, capitava che incontrassi Gioacchino in giro per la città, magari durante qualche live in esterna, e quasi sempre scattavamo una foto: ricordo che il giorno in cui presentò il suo libro, non mi fu possibile recarmi di persona all’evento, e così decisi di scrivergli una lettera d’auguri e complimenti, che custodisco ancora gelosamente.

Le strade, si sa, si dividono secondo i piani della vita, ed io ho continuato la mia carriera di speaker altrove, pur continuando a seguire i ragazzi di Radio Time sui Social, che mi han sempre voluto bene.

Da qualche tempo, seguivo “da lontano” le vicende di Gioacchino, le sue continue ospedalizzazioni, e quella sua costante perdita di peso, su cui lui stesso ironizzava cercando di trovare il lato positivo della vicenda, ma chi lo conosceva, in fondo, sapeva che dietro quella magrezza c’era una sofferenza ben nascosta, ben celata, contro cui Gioacchino ha lottato fermamente fino alla fine. Ci ha lasciato nella notte tra domenica e lunedì, ad un passo dai suoi 60 anni.

Ciò che di Gioacchino ricorderò sempre, e ciò che avrei sempre voluto dirgli, ma che la vita mi ha impedito di fare, è che da lui ho appreso tanto, e che, come speaker, credo di aver rubato tanto del suo mestiere e della sua professionalità: la sua scomparsa, mi addolora e mi rattrista enormemente, ma l’unica cosa che mi dà la forza, è pensare che Gioacchino, per il tramite della sua voce e dei tanti anni trascorsi dando compagnia a milioni di persone, di fatto, rimarrà immortale nella mente e nel cuore di chi lo ascoltava, e di chi lo ha voluto bene. Voglio ricordarmelo esattamente per come è nella mia mente, possente, sorridente, e sempre con quella voglia di scherzare che lo contraddistingueva.

Mi piace pensare, e forse un po’ mi rincuora, che, adesso, è già seduto a ridere con Lello Sanfilippo, e che, forse, stanno già pensando al prossimo programma da mandare in onda!

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