La meravigliosa arte del parlare a vanvera

La meravigliosa arte del parlare a vanvera

La meravigliosa arte del parlare a vanvera, con il Web che ha dato voce a persone davvero indegne di aver voce in capitolo su determinati argomenti…

La meravigliosa arte del parlare a vanvera, soprattutto per chi ne fa un vivere giornaliero…

È risaputo che Il Web abbia dato voce proprio a tutti, anche a quella sorta di “massa sommersa” di stupidi a vario titolo e genere che credono di avere la verità tra le mani e non accettano il minimo confronto anche solo per uno scambio di idee. No: esiste solo il loro punto di vista, e se ti azzardi, anche solo per un istante, a far ragionare costoro, otterrai solamente una serie di stupide ed insensate invettive fatte di insulti, di commenti davvero beceri, e di tutto quello che non dovrebbe essere la comunicazione tra esseri umani degni di definirsi tali.

A Palermo, per esempio, c’è un noto personaggio che, sul Web, imperversa con le sue opinioni non richieste: giacché trovo divertente pensare che in tanti si scervelleranno pensando a chi possa essere questa persona, mentre alcuni – inevitabilmente – sentiranno addosso il peso di un’accusa che non c’è, eviterò di dare particolari troppo specifici su questa persona. Sappiate soltanto che si tratta di un curioso personaggio che, da anni, si becca insulti a ripetizione sui Social, dall’alto della sua irritante saccenza mista a quel senso di disgustosa superiorità: solo lui sa fare bene il suo mestiere, solo lui conosce la vita, solo lui sa come si sta al mondo, solo lui conosce le dinamiche del vivere, ed altri interessanti modi di agire che, di fatto, lo rendono insopportabile. Lui stesso, tuttavia, credo sia consapevole del fatto che questo lo renda, verosimilmente, “un personaggio”, e gioca moltissimo su questo genere di cose, addirittura divertendosi, per sua stessa ammissione, ad appiccare litigi in rete scatenando le masse.

Ecco: prendo ad esempio questo “perso – naggio”, e scriverlo così non è affatto casuale, proprio per indicare come la Rete, per quanto democratica e libera si professi, ha generato, a volte, veri e propri mostri, spesso senza scrupoli, il cui unico scopo è alzarsi al mattino per frantumare gli attributi della gente, senza arte ne parte. Loro aprono gli occhi, al mattino, pensano a cosa inventarsi per aizzare le masse, per farle scannare, per fomentare odio e prurigini che, inevitabilmente, andranno a tutto vantaggio di queste genti, che, alla fine, non faranno altro che dimostrare, ulteriormente, la loro pochezza, nonostante i titoli di studio e l’esperienza che tanto ostentano.

Parlare a vanvera, in definitiva, diventa, per certuni, occupazione giornaliera, e questo mi fa pensare ad una frase – quantomai profetica e vera – che, un giorno, mi disse il mio professore all’Università: “vedi, la gente era stupida anche prima dell’avvento del Web, solo che lo sapevano soltanto i loro familiari!”. Perché, si: i Social ed il Web non hanno nessuna colpa. È proprio il cervello di certuni che andrebbe totalmente formattato e reinstallato da zero!

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