A volte tutto sembra un vero disastro...

A volte tutto sembra un vero disastro

A volte tutto sembra un vero disastro… Ti fermi, pensi, cerchi di concretizzare e, curiosamente, non riesci nemmeno a venirne a capo…

A volte tutto sembra un vero disastro, che neppure riesci a capirci qualcosa, che neppure riesci a fare due calcoli, a farti venire due idee, e nel frattempo, in buona sostanza, non riesci a venirne a capo: ti guardi intorno con l’aria spaesata di chi vorrebbe fare mille cose, di chi vorrebbe vedere mille posti, di chi vorrebbe avventurarsi verso il mondo, di chi vorrebbe fotografare migliaia di posti diversi, e, purtroppo, resta fermo a guardare l’orizzonte delle cose muoversi intorno a se, statico affacciato ad una finestra che mostra un mondo sempre uguale.

Tutto resta sempre, maledettamente, uguale, tutto non sembra voler prendere una forma, e tutto è staticamente immobile, solamente perché non c’è speranza di venirne a capo, non c’è modo di cambiare tutto quello che andrebbe modificato, a partire da quelle cose di noi che vorremmo diverse, e che – piaccia o no – fanno parte di noi, della nostra “struttura di personalità”, come dicono quelli bravi. Però ne soffriamo, però ne soffro.

Ne soffro perché, certe volte, vorrei che tante cose andassero diversamente, vorrei trovare una forza che, in certi momenti, mi manca, e quando ti fermi, preso dallo sconforto più totale, sembra che tutto sia un vero disastro senza precedenti, che tutto sia uno schifo completo, che tutto sia da rifare, da buttare giù, da ricostruire… Ma cosa vuoi ricostruire? Cosa vuoi cambiare? Cosa vuoi che sia diverso?

E così, un’altra volta, l’ennesima volta, resti fermo a guardare sempre il medesimo orizzonte, dal medesimo punto, dalla medesima finestra affacciata sul medesimo punto di vista, e in fondo sai bene che niente cambia davvero se non cambi davvero tu. E intanto questo tempo ci sfugge tra le mani, senza che mai si possa, davvero, fare niente…

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